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SONO L’AVV. MARCO BOERO E POSSO AIUTARTI A RISOLVERE IL TUO CASO DI INCIDENTE STRADALE NEL MODO PIÙ EFFICACE.

Avv. Marco Boero

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Di cosa parliamo

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Risarcimento danni da sinistro stradale

Un incidente stradale è un avvenimento che nessuno di noi si augura. Purtroppo però può capitare e allora è bene sapere come comportarsi in certi frangenti, quali sono le giuste procedure, a chi rivolgersi e come gestire tutta una serie di situazioni che derivano da un sinistro.  Generalmente, quando si è coinvolti in un incidente stradale, ci si pongono diverse domande, a partire dalle più banali, ad esempio se si deve spostare o meno l’auto, come ci si deve comportare in caso di feriti, e in seconda istanza a chi inoltrare la richiesta di un risarcimento danni per il sinistro stradale, se alla propria assicurazione, o ad un avvocato, a uno studio legale, o ad uno studio di infortunistica stradale?

Lo spavento per il fatto accaduto, un concitato alternarsi di emozioni, paure, dubbi, sono le sensazioni più frequenti che si riscontrano durante le fasi immediatamente successive all’avvenimento in questione, l’incidente stradale. Soprattutto quando si è direttamente coinvolti nel sinistro è difficile riuscire a gestire una certa emotività e questo può comportare il mancato risarcimento dei danni fisici se non si agisce prontamente per fare in modo che venga liquidato.

Purtroppo non sempre si hanno le competenze legali e le giuste informazioni a riguardo e, specialmente in un momento che può generare forte ansia e stress, non si riesce a vedere la soluzione che, il più delle volte, è più semplice di quanto si possa pensare, se si sa come affrontare l’avvenimento e come muoversi in tali circostanze.

Sei rimasto coinvolto in un incidente?

Se sei rimasto coinvolto in un sinistro e non sai come muoverti per chiedere un risarcimento danni dell’incidente stradale, puoi rivolgerti con fiducia alla nostra associazione. Il nostro servizio nasce proprio per venire incontro alla sempre crescente necessità di fronteggiare una situazione che richiede massima lucidità, competenza e conoscenza della materia legale in modo da inoltrare nel modo corretto una richiesta di risarcimento danni da sinistro stradale  e ottenere in breve tempo la liquidazione inerente i danni subiti. E, pensa, non dovrai nemmeno anticipare alcuna spesa: a questo penserai con calma quando ti sarà liquidato il risarcimento.

Quando resti coinvolto in un sinistro è più che naturale rimanere scosso e non sapere bene come muoverti. Difficilmente chi resta ferito, o deve chiedere un risarcimento danni del terzo trasportato, ha fin da subito le idee chiare su quello che deve fare. Per questo motivo il nostro studio si schiera in tua difesa e ti aiuta durante tutta la procedura di richiesta liquidazione sinistri. Ti accompagniamo in questo percorso facendoci carico dei tuoi interessi e ti seguiamo, passo dopo passo, fino all’ottenimento della liquidazione dei danni che tu e i tuoi trasportati avete subito.

Come si inoltra la richiesta?

La prima regola quando si è coinvolti in un sinistro stradale è quella di non entrare in panico. I mezzi, in caso non vi siano feriti, vanno rimossi immediatamente dalla carreggiata onde consentire il corretto flusso del traffico. Oggi per fortuna la tecnologia ci viene incontro e prima di rimuovere i veicoli coinvolti si possono

scattare rapidamente delle foto o un breve video. Fondamentale è invece raccogliere quanto prima possibile la testimonianza di persone presenti all’impatto, chiaramente occorre una certa lucidità, e se si è feriti, purtroppo sul momento diventerà difficile chiedere i recapiti di eventuali testimoni.

Se è necessario, si devono far intervenire le autorità preposte a ripristinare il traffico e in caso di feriti gravi o presunti tali sarà necessario chiamare un’ambulanza, in questo caso nella richiesta di liquidazione danni andrà indicato tale intervento.

Attenzione se si compila il modulo per la constatazione del sinistro. Se firmato da ambo le parti in causa le assicurazioni prenderanno in considerazione quanto vi sarà dichiarato.

In ogni caso si deve inoltrare domanda alla propria assicurazione (sempre nel caso in cui le persone coinvolte non abbiano riportato danni quali macrolesioni) che procederà come abbiamo illustrato in precedenza. Se invece la parte danneggiata avesse riportato lesioni gravi nell’ordine del danno biologico superiore al 9%, la domanda dovrà essere inoltrata, meglio a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno, all’assicurazione di chi ha cagionato il sinistro e i relativi danni.

Proprio per evitare tutta questa procedura che può causare ulteriore stress e agitazione, noi ci occupiamo di tutto, quindi di reperire tutte le informazioni utili ai fini della richiesta di risarcimento.

A questo punto l’assicuratore riceve la richiesta di liquidazione e procede con un’offerta di risarcimento al danneggiato o, se lo ritiene opportuno, non procede con alcuna offerta, motivo per cui sovente è necessaria l’assistenza di un legale che tuteli il richiedente e ne curi gli interessi in questa circostanza. Se invece vi è un’offerta, qualora il danneggiato decidesse di accettarla, verrà liquidato entro 15 giorni dal momento del ricevimento della comunicazione in oggetto.

In caso il risarcimento fosse liquidato in parte o non fosse liquidato per niente dalla compagnia di assicurazione, si dovrà procedere con un’azione legale ma solo dopo 60 giorni dal ricevimento della comunicazione, 90 giorni nel caso in cui nell’incidente stradale sia rimasto coinvolto un ferito con lesioni gravi.

Lesione agli arti inferiori

Le lesioni agli arti inferiori sono molto frequenti in caso di sinistro stradale. Queste possono essere di varia natura e tipologia, per cui stiamo parlando di un argomento davvero vasto, che spazia dalle piccole contusioni fino alle lesioni più gravi e permanenti che comportano la perdita degli arti stessi o la perdita, parziale o totale, della loro funzionalità. Tra queste è riscontrata con una certa frequenza la lesione dei femori, come la frattura del collo del femore, anche in questo caso però parliamo di diversi tipi di fratture che dovranno essere opportunamente valutate sia in fase di primo soccorso che in seguito dal medico preposto.

Sempre per quanto riguarda le lesioni agli arti inferiori, si ascrivono a questa categoria le lesioni del ginocchio, quindi frattura della rotula, longitudinale o trasversale. Tra le lesioni frequenti anche quelle alla tibia o al piede. Ovviamente non si parla solamente di fratture, rientrano tra le lesioni agli arti inferiori anche le lesioni muscolari o tendinee, nonché vascolari.

Chiaramente si devono valutare come lesioni agli arti inferiori anche eventuali lacerazioni che comportino un danno estetico, come le cicatrici. Ai fini del risarcimento del danno riportato l’infortunato dovrà ricorrere in primis a delle cure di primo soccorso, in seguito verrà valutato dal medico nominato dalla compagnia assicurativa. Il danno viene quantificato in base alle tabelle di cui abbiamo parlato, tenendo conto appunto del grado di inabilità e del fatto che tale inabilità sia permanente, quindi a carattere irreversibile, o transitoria, quindi caratterizzata dalla possibilità di un determinato margine di recupero.

Proprio per la vastità dei tipi di lesione agli arti inferiori non si può dare una stima di massima del risarcimento, ogni situazione dovrà essere valutata singolarmente. Con la nostra consulenza si può stimare una quantificazione congrua al danno riportato, stima che dovrà essere confermata dalle apposite visite. La nostra assistenza ti consente di ottenere il giusto risarcimento senza crearti ulteriori disagi, tu potrai tranquillamente pensare al recupero dello stato di salute mentre noi ci occuperemo del disbrigo di tutte le pratiche per la richiesta di liquidazione.

Lesioni spinali da trauma

La lesione spinale è un danno causato solitamente da un trauma di varia natura, in questo caso specifico in seguito a un sinistro stradale, e che va a carico del midollo spinale. Tale lesione può significare una perdita parziale o totale della funzionalità, sebbene il midollo possa essere intatto, quindi per diagnosticare una lesione spinale non è necessario che il midollo sia spezzato o gravemente danneggiato. La diagnosi, in questo caso, avviene quindi con un esame obiettivo completo atto a valutare l’entità del danno riportato. Ci sono vari gradi di lesione e dipendono sia dall’entità del trauma che dalla localizzazione del trauma stesso.

Il trauma spinale può essere completo, se si perde tutta la capacità di controllare i movimenti e la sensibilità delle parti del corpo sottostanti al luogo della lesione del midollo. In questo caso può verificarsi una condizione di tetraplegia, quindi l’impossibilità di movimento di tutti e quattro gli arti, inferiori e superiori. Il trauma spinale incompleto, invece si riscontra quando alcune funzioni motorie o sensitive vengono conservate al di sotto del luogo della lesione del midollo, le lesioni incomplete vengono suddivise per grado. Una condizione frequente di questo tipo di lesione è la paraplegia.

Al danno, che sovente è irreversibile, vanno aggiunti anche una serie di effetti collaterali dovuti al trauma, come spasmi muscolari, atrofia muscolare, perdita dell’uso della vescica, disfunzioni erettili. Anche in questo caso l’entità dei danni è variabile e quindi si deve valutare accuratamente ogni singolo caso al fine di ricevere un risarcimento quanto più congruo possibile rispetto al danno riportato in seguito al trauma da incidente stradale.

In questa circostanza così delicata ci occupiamo di tutelare gli interessi del nostro assistito offrendo una consulenza personalizzata e un’assistenza legale finalizzata all’ottenimento del risarcimento.

I nostri clienti non sono numeri, ma persone, e proprio in casi come questo illustrato, ci occupiamo di preservare il cliente il più possibile consentendogli di concentrarsi sul recupero fisico e psicologico.

Colpo di frusta, uno dei traumi più frequenti

Con la definizione colpo di frusta si intende un trauma a carico del rachide cervicale. Si tratta di un trauma molto frequente a seguito di un sinistro stradale, basti pensare che è il terzo trauma più frequente dopo il trauma cranico e il trauma ali arti inferiori. Nel 55% dei casi circa, il trauma al rachide avviene a seguito di un tamponamento, nel 20% per impatti frontali tra vetture, e nel 15% dei casi per impatti laterali.

In seguito a un tamponamento, che come abbiamo visto è la modalità più frequente, accade che si susseguano un’accelerazione e una repentina decelerazione del capo dove forze di differente intensità e improvvise entrano in gioco e vanno a carico di quelle che sono le strutture molli situate nella regione del collo posteriore interessando le vertebre cervicali. In parole semplici, dal movimento brusco causato dal tamponamento si determina una sollecitazione anomala del collo nella regione sotto la nuca e che interessa le prime vertebre cervicali.

Il colpo di frusta è stato negli ultimi tempi oggetto di diverse discussioni. Questo poiché spesso, alcuni automobilisti poco onesti, ne hanno accusato la presenza per incassare la liquidazione dell’assicurazione. Un abuso di questa richiesta di risarcimento ha portato a un giro di vite pesante sulla concessione dei risarcimenti, al punto che oggi, purtroppo, in diverse occasioni questo tipo di trauma viene sottovalutato. Ma si tratta di un errore, soprattutto se a sottovalutarlo è l’infortunato stesso.

Non sempre ci si rende conto dell’entità del danno nell’immediato, ma che generalmente presenta comunque un’evoluzione nei giorni a seguire dopo il sinistro con l’insorgenza di disturbi e sindromi anche serie.

Non tutti i traumi a carico del rachide cervicale hanno la stessa entità. Fortunatamente, nella maggior parte dei casi si tratta di traumi che presentano margini di recupero quasi totali. Le lesioni dipendono da vari fattori, quindi dalla tipologia dell’impatto, dalla velocità dei veicoli (può verificarsi anche quando la velocità è molto bassa).

Dal punto di vista medico la cervicalgia da trauma è classificata secondo 5 gradi di gravità, di cui lo zero corrisponde a un’assenza di sintomi e il 5° grado a una cervicalgia con segni di lussazioni o frattura con conseguente impotenza della funzionalità.

Questo tipo di trauma può comportare la presenza di danni anche permanenti che per tanto vanno valutati con approfonditi esami e dunque risarciti in modo congruo. Purtroppo oggi la tendenza è quella di minimizzare questo tipo di trauma, rendendo difficile la sua liquidazione.

Infatti, prima era sufficiente dichiarare il sinistro e il trauma a esso legato, il risarcimento, previa vista del medico legale, avveniva anche qualora non vi fossero danni evidenti al veicolo interessato dal sinistro. In seguito a recenti modifiche legislative, invece, occorre che il mezzo coinvolto nel sinistro mostri segni dell’impatto, oppure che sia presente in auto un gps (o scatola nera) in grado di attestare la consequenzialità tra il sinistro e il trauma. Non è tutto, perché successivamente al Decreto Monti del 2012 il colpo di frusta deve essere attestato da una radiografia.

Grazie alla nostra esperienza siamo in grado di gestire le pratiche di richiesta del risarcimento ottenendo complessivamente sempre un ottimo riscontro e facendo stimare nel modo corretto l’entità del danno e il conseguente risarcimento.

Incidenti motociclistici, cosa cambia?

Un incidente motociclistico, come del resto quello in autovettura, comporta una serie di disagi fisici, in caso di feriti e incombenze burocratiche per quanto riguarda la richiesta di risarcimento. Il ciclomotore, per fare richiesta di risarcimento diretto, deve essere targato secondo il regime di targatura entrato in vigore il 14 luglio 2006, se l’immatricolazione fosse antecedente a tale data, per beneficiare dell’indennizzo diretto si dovrà fare specifica richiesta di adesione al nuovo regime.

Per quanto concerne il risarcimento del danno biologico, vale lo stesso discorso del risarcimento per incidenti stradali in auto. Generalmente i sinistri che coinvolgono un motociclo causano diversi danni e lesioni, soprattutto a carico degli arti, e, sebbene protetti dal casco, anche diversi traumi cranici. Anche per gli incidenti motociclistici, così come per l’automobile, il discorso va fatto sulla base di ogni singolo caso.

Si deve quindi valutare attentamente il tipo, o i tipi, di lesione riportati e, se necessario, richiedere l’intervento del 118 e quindi del primo soccorso medico. Vanno conservati tutti i referti che verranno quindi allegati alla richiesta di risarcimento che segue l’iter illustrato in precedenza.

Nel caso in cui le lesioni rientrino nella fascia delle macrolesioni si dovrà necessariamente procedere alla richiesta di risarcimento da inoltrare all’assicurazione della controparte poiché, come per gli incidenti in auto, in questo caso non sarà possibile ricorrere all’indennizzo diretto.

In rispetto della natura del trauma e delle lesioni, si valuterà quindi l’offerta dell’assicurazione. Generalmente la prima offerta resta abbastanza bassa, chiaramente l’assicurazione fa i suoi interessi, tuttavia, con il nostro aiuto si può procedere alla richiesta di un risarcimento più soddisfacente e meglio valutato sulla base degli effettivi danni riportati.

Cosa dice l’articolo 2043

L’articolo 2043 del codice civile riporta questa dicitura inerente il risarcimento per fatto illecito: qualunque fatto doloso o colposo, che cagiona ad altri un danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno.

Nella fattispecie, in riferimento al sinistro stradale, regolamentato anche dall’articolo 2054 c.c. e dal DPR 254/06 che disciplina la procedura di indennizzo diretto, si stabilisce che colui che ha subito un danno ingiusto causato da un incidente o sinistro stradale, e che quindi non abbia alcuna responsabilità sul verificarsi del fatto stesso, ha diritto al risarcimento di tutti i danni che gli sono stati cagionati in tale suddetta circostanza.

Si parte dall’assunto che il sinistro sia stato provocato con le medesime responsabilità, quindi con un concorso di colpa che prevede la suddivisione della stessa nella misura del 50% per ogni attore del sinistro. Spetta quindi al danneggiato riuscire a dimostrare che i danni riportati sono stati cagionati dall’altro attore in concorso al fine di vedersi risarcito l’intero ammontare dei danni subiti.

Più nel dettaglio, invece, va l’art. 2054 inerente il danno da circolazione. Il 1° comma di questo articolo specifica che il conducente di un veicolo senza guida di rotaie si trova nell’obbligo di risarcire il danno cagionato a persone o cose dalla circolazione del veicolo se non dimostra di aver fatto tutto il possibile per evitare di cagionare il danno stesso.
Si parte dunque dall’assunto di una presunzione di colpa nel caso sia coinvolto nel sinistro un pedone o una cosa. Per scagionarsi da tale condizione di colpevolezza, chi ha procurato il danno deve dimostrare che ha fatto quanto possibile per evitare il sinistro, come per esempio una frenata nel momento in cui un pedone attraversasse all’improvviso e impattando con il veicolo.

Il comma 2° invece specifica la situazione in caso di impatto tra due veicoli. Questo riprende quanto detto in precedenza, nel caso in cui uno dei due attori dell’incidente non dimostri la responsabilità totale dell’altro, questa viene suddivisa tra entrambi nella misura del 50%.

Purtroppo se non si è assistiti da un legale riuscire a ottenere la ragione e quindi il giusto risarcimento, non sempre è facile.

Risarcimento in caso di morte

Il risarcimento danni dell’incidente stradale mortale merita un capitolo a parte. In questa evenienza di per sé molto delicata e dolorosa, riuscire a occuparsi anche della richiesta del risarcimento dei danni è una condizione che mette i congiunti del defunto in grande difficoltà emotiva.

In questa circostanza sono diverse le tipologie di risarcimento che spettano ai prossimi congiunti del defunto in un incidente stradale. I danni che possono essere risarciti sono:

Il danno della perdita della vita, bene supremo dell’individuo. Il danno cagionato da tale perdita da un fatto illecito, quindi in caso di incidente stradale mortale, il danno deve essere ristorato, in assenza della vittima (ovviamente) il danno è trasmissibile ai suoi eredi.

Il danno da morte prevede il risarcimento del danno biologico e morale cagionato al defunto e che viene quindi trasmesso ai suoi eredi (iure ereditatis). Se la morte non è avvenuta contestualmente all’incidente, ma in seguito, nel danno da liquidare si includono anche le spese medico-ospedaliere, esami, spese di trasporto sostenute dai familiari.

danni morali, invece, spettano alle persone legittimate all’ottenimento dello stesso per aver cagionato loro sofferenza e perturbamento a seguito della morte del loro congiunto.

Vi sono poi il danno esistenziale e il danno patrimoniale, quest’ultimo include sia le spese sostenute per il funerale della vittima, e legate quindi alla sua dipartita, ma anche  il mancato apporto economico della vittima a quello che è il bilancio familiare.

In altre parole, se il defunto lavorava, si dovrà rifondere la famiglia del danno cagionato dalla mancanza dell’apporto del contributo economico della vittima.

Per quanto concerne il risarcimento del danno morale che spetta per diritto ai parenti più prossimi della vittima di un sinistro stradale mortale, questo viene valutato con le tabelle. Purtroppo questo è un discorso poco piacevole poiché tutti sappiamo che la vita non ha prezzo e che non si può risarcire pecuniariamente la perdita di un congiunto, tuttavia, il risarcimento è previsto, sebbene non sarà mai abbastanza in qualsiasi termine venga quantificato.

Ma la legge non si basa sui sentimenti, è anche se si tratta di un ragionamento freddo sotto diversi aspetti, si deve comunque affrontare. I fattori che entrano in gioco nel caso della stima di questo tipo di risarcimento sono l’età del defunto, il grado di parentela, la convivenza e se la vittima ha o meno parenti in vita.

Ogni situazione, quindi, è a sé. Per esempio, nel caso la vittima sia un figlio, il risarcimento spetterà ai genitori e il calcolo di quanto spetti è influenzato da ulteriori circostanze, per esempio se si tratta di un figlio unico, se la vittima era molto giovane, in tenerà età, se i genitori abbiano o meno la possibilità di avere altri figli.

Tutti questi fattori possono significare un maggiore o minore risarcimento ai parenti in vita. Il danno biologico, invece, viene riconosciuto in funzione delle sofferenze cagionate alla vittima. Facciamo subito un esempio chiaro. Se la vittima è morta sul colpo, sarà difficile ottenere questo risarcimento. Se invece la vittima sopravvive alcuni giorni all’impatto, i parenti possono richiedere il risarcimento per le sofferenze e il danno fisico patito dalla vittima.

In realtà se la morte è sopraggiunta quasi immediatamente nel momento dell’impatto, si potrebbe essere in grado di dimostrare che la vittima abbia patito le lesioni subite, anche per pochi istanti, in questo caso si potrà chiedere risarcimento del danno biologico.

Come abbiamo accennato in precedenza, il danno patrimoniale viene riconosciuto e anche questo è influenzato da diversi fattori. Per esempio è lecito fare richiesta di risarcimento quando venga a mancare il contributo al sostentamento della famiglia derivante dal reddito percepito dalla vittima. Ma le cose non sono sempre così semplici. Il calcolo si effettua stimando il reddito medio futuro della vittima, ma considerando anche quanto di questo sarebbe spettato a ciascuna parte in causa, quindi a ciascun erede del defunto, considerando inoltre alimenti e/o obbligazioni in essere.

Come si può facilmente capire, non si tratta di una circostanza semplice e lineare da affrontare, men che meno se ci si aggiunge il dolore e lo smarrimento dei congiunti davanti a una perdita importante. Se la vittima dell’incidente stradale è un ragazzo, o un bambino, e che quindi non ha chiaramente un reddito da lavoro, si può determinare il reddito che la vittima avrebbe potuto percepire, se fosse vissuto.

Va poi considerata l’età degli aventi diritto al risarcimento, quindi in buona sostanza i genitori e i fratelli, per farla breve, si deve fare un calcolo dell’età media degli aventi diritto per stabilire quanto la vittima avrebbe potuto dare in termini di reddito nel tempo. A questo vanno aggiunti altri calcoli più dettagliati e si finisce per entrare nei meandri asettici di una burocrazia matematica che non sempre, in simili circostanze, si ha la forza di affrontare.

Un risarcimento è previsto anche per la morte del feto all’interno dell’utero materno. Purtroppo anche questa è un’eventualità drammatica che si può verificare in caso di incidente stradale. Tuttavia, va evidenziato che per la legge un individuo è tale dal momento della nascita, quindi il risarcimento del feto non viene considerato alla stregua della morte di una persona esistente.

Nel caso di perdita del feto in seguito a incidente il risarcimento è inerente al diritto di genitorialità, la sottile differenza sta nel fatto che per chiedere un risarcimento per il diritto alla salute occorre che vi sia in atto una vita non una speranza di vita come nel caso del feto.

Anche in questa circostanza vanno valutati svariati fattori, come l’età del feto, più avanti è la settimana di gestazione in cui si interrompe la gravidanza, maggiore sarà il risarcimento. Si considera anche l’età della donna, se si tratta di una donna avanti con gli anni, e quindi con scarse possibilità di avere altri figli, il risarcimento sarà maggiore, come anche nel caso in cui in famiglia non vi siano altri figli.
In definitiva, il risarcimento maggiore spetta quando si è avanti con la gravidanza, se si ha un’età per cui si reputa difficile avere altri figli, e se il feto perso era l’unico figlio. Oltre a tutte queste variabili si deve aggiungere anche la consistenza del trauma psicologico e fisico riportato dalla donna.

Cosa possiamo fare per te?

Purtroppo tutti questi che abbiamo illustrato fino a qui sono calcoli che non tengono effettivamente conto del vero dolore sia di chi subisce un danno sia di chi subisce una perdita. Un incidente stradale è sempre un evento negativo. Non possiamo cancellare tale effetto da chi è rimasto coinvolto in un sinistro, ma possiamo almeno accompagnarlo, passo dopo passo, all’ottenimento di quanto gli spetti come risarcimento per quanto subito.

La nostra mission è quella di facilitare il compito di chi deve essere risarcito e fare in modo che i danni vengano liquidati il più in fretta possibile, senza creare ulteriori disagi a chi già ne ha subito a causa dell’incidente.
Non dovrai anticipare nessuna spesa. Una volta che avrai ricevuto il tuo risarcimento, sarà una percentuale dell’importo liquidato a pagare gli onorari dei nostri medici, avvocati e consulenti al tuo servizio, senza ulteriori spese.

Ci mettiamo in gioco anche noi, e questo ti da la sicurezza della professionalità che mettiamo al tuo servizio per garantire il successo della tua richiesta di risarcimento.

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fagli subito avere la documentazione del tuo caso!

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La parola ai clienti

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“Ottimo professionista…”
Stefano Villa 
Como (CO)

Corinne Jacobs
“Era presente ad ogni mia visita…”
Corinne Jacobs
Fino Mornasco (CO)

“Caro avvocato, mi sono rivolta al suo studio perché ho avuto un incidente stradale, e mi hanno consigliato lei come avvocato, parlandomene molto bene. Infatti mi sono trovata benissimo. Tutte le informazioni che mi ha fornito sono state precise, professionali e di grande aiuto. La cosa che ho in assoluto preferito, è che
l’avvocato Boero è sempre stato presente. Mi ha accompagnata durante tutto il mio percorso, non solo con consigli, ma anche fisicamente. Era presente ad ogni mia visita, pronto a sostenermi. Un altro motivo è la grande professionalità con cui svolge il suo lavoro. Spiegando e svolgendo tutto al meglio. L’avvocato Boero è l'unico avvocato che raccomanderei ad altre persone!!”

Nita Chirita
“Disponibilità assoluta…”
Nita Chirita
Levico Terme (TN)

“Mi sono rivolto allo studio dell'avv. Boero per
poter risolvere il problema del mio incidente. Le informazioni e i chiarimenti che mi sono stati forniti, erano davvero molto chiari, riuscivo a comprendere tutti i dettagli. Correttezza in tutti i passaggi del mio problema. Chiarimenti in qualsiasi giorno ed anche a qualsiasi ora. E soprattutto non dimentichiamo la gentilezza dell'avvocato verso il suo cliente. Raccomanderei l'avvocato Boero a tutti coloro che hanno bisogno di un tutela legale, ad un prezzo ragionevole, con molto esperienza nel settore, e pronto a risolvere tutti i casi che gli vengono messi in carico.”

Mariagrazia Mazzotta
“Una persona molto genuina…”
Mariagrazia Mazzotta
Cantù (CO)

“Più di un mio conoscente mi ha consigliato,
nel mio caso, di rivolgermi all’avv. Marco Boero.
Nel corso della causa, l’avvocato è stato
sempre chiaro ed esaustivo. I motivi per cui i
suoi servizi legali risultano migliori rispetto a
quelli della concorrenza sono la chiarezza e
l'affidabilità!
Raccomando questo studio a chiunque possa
averne necessità, perché l’avv. Boero è una
persona molto genuina e questa sua
particolarità rende il suo lavoro ottimale, lavora
con passione ed è proprio questo il motivo per
cui consiglierei ad altri il suo operato.”

Renzo Perinelli
“Professionista competente…”
Renzo Perinelli
Villafranca di Verona (VR)

“Caro avvocato, come Lei ben sa, Avendo subito un incidente stradale fuori Regione, ho pensato di consultare Internet. Lei
aveva il Suo sito ed io l'ho interpellata. Mi ha dato informazioni Preziose, Precise, puntuali. grazie a Dio, ho avuto poco bisogno dei Suoi Colleghi, nel corso della mia attività professionale. L'operato del Suo Studio Legale
è stato soddisfacente, sotto tutti i punti di vista. Non vi è alcun dubbio che io la raccomandi a miei ex colleghi, amici e conoscenti. Perchè? È presto detto, Professionista competente e preparato, persona soprattutto alla mano,
sempre pronto a chiarire con il proprio cliente qualsiasi cosa egli non abbia compreso.”

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