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Avv. Marco Boero

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“Errare” è umano?

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Quando ci si rivolge a un medico, solitamente, lo si fa per una necessità più o meno impellente. Può essere per un semplice consulto o per risolvere un problema. Molto spesso ci si mette completamente nelle mani del medico, ci si affida e ci si fida. Purtroppo però non sempre le cose si risolvono nel modo sperato. In molti casi purtroppo il medico nulla può fare per lenire le sofferenze del paziente o per aiutarlo a ritrovare la salute, ci sono dei limiti per la medicina che ancora non sono stati superati.

Altre volte, invece, capita che vi sia un “errore”, per ora definiamolo in questo modo. Il medico è una persona come te, e in quanto tale può commettere uno sbaglio. Non dovrebbe accadere, ma a volte accade, e le cause possono essere davvero tantissime. Quando un medico danneggia un paziente a causa di un errore, il paziente può chiedere un risarcimento dei danni che gli sono stati cagionati da un episodio di malasanità o responsabilità medica.

Quando ci si rivolge a un medico, solitamente, lo si fa per una necessità più o meno impellente. Può essere per un semplice consulto o per risolvere un problema. Molto spesso ci si mette completamente nelle mani del medico, ci si affida e ci si fida. Purtroppo però non sempre le cose si risolvono nel modo sperato. In molti casi purtroppo il medico nulla può fare per lenire le sofferenze del paziente o per aiutarlo a ritrovare la salute, ci sono dei limiti per la medicina che ancora non sono stati superati.

Altre volte, invece, capita che vi sia un “errore”, per ora definiamolo in questo modo. Il medico è una persona come te, e in quanto tale può commettere uno sbaglio. Non dovrebbe accadere, ma a volte accade, e le cause possono essere davvero tantissime. Quando un medico danneggia un paziente a causa di un errore, il paziente può chiedere un risarcimento dei danni che gli sono stati cagionati da un episodio di quella che viene definita malasanità o per responsabilità medica.

Di cosa parliamo

Di cosa parliamo

Risarcimento danni malasanità: alcuni dati nel nostro Paese

Il nostro Paese può senza dubbio vantare un buon numero di eccellenze in campo medico, sia per quanto riguarda alcune strutture, sia per quanto concerne il personale medico e paramedico. Tuttavia, questo purtroppo non può azzerare i dati che riguardano gli episodi di malasanità. Sono tantissimi i casi che a oggi sono stati risarciti, e altrettanti sono ancora in fase di giudizio. Diamo uno sguardo ai numeri. In Italia il numero dei decessi ascrivibili a casi di malasanità sono oltre 30.000 ogni anno. Un numero inquietante, soprattutto se dovessimo fare una media giornaliera. In questo caso dovremmo parlare di circa 90 pazienti deceduti al giorno. Si capisce subito quanto queste cifre facciano riflettere e diano uno spaccato di una condizione sanitaria nazionale che definire precaria sarebbe riduttivo. Questi dati sono stati raccolti dalla Commissione Tecnica sul Rischio Clinico, commissione istituita dal Ministero della Sanità, quindi non si tratta di cifre buttate a caso, ma che sono ancora più scandalose se si pensa che la metà di questi casi di morte si sarebbe potuta evitare.

Di tali decessi una parte è imputabile a errore umano, circa il 30%, il restante 70% invece è dovuto a carenze delle strutture ospedaliere e a quelli che vengono definiti difetti organizzativi. Facciamo luce su questi due punti. I gravi tagli che son stati fatti nella sanità hanno influito pesantemente sull’organizzazione delle strutture sanitarie. Il personale medico in diverse di queste non è sufficiente, le strutture stesse sono fatiscenti, con camere inadeguate e strumentazione obsoleta. Purtroppo in molti casi manca anche il livello minimo indispensabile di igiene. I decessi causati da infezioni contratte in ospedale si aggira tra il 3% e il 5%. Sono circa 500.000 i pazienti su 9.500.000 ricoverati in un anno a contrarre infezioni più o meno gravi in ospedale.

Non solo, tra le cause più frequenti di danni al paziente o decessi, vi sono lo scambio tra pazienti, quindi un paziente che viene magari operato o trattato con dei farmaci al posto di un altro e il sovradosaggio di farmaci, per non considerare lo scambio di farmaci stesso. Insomma, stando alle stime non è poi così difficile diventare vittima di un sistema sanitario che non funziona come dovrebbe. Vittima che però ha diritto a un risarcimento dei danni e a ottenere giustizia. Noi siamo qui per questo, per aiutarti nella richiesta di risarcimento danni per malasanità e per farti ottenere quanto ti spetta per il danno subito.

Risarcimento da malasanità, ecco le principali cause

Sono tante le cause che possono portare a danneggiare un paziente. Come anticipato prima, si va da una responsabilità medica a una causa dovuta a organizzazione strutturale e a carenze di personale. Purtroppo, non è raro che certi pazienti, soprattutto quelli anziani (ma non solo), vengano trattati con eccessiva superficialità e con poco zelo, e questo, tra tutti, è sicuramente uno degli errori che cagionano danno più deprecabile.

Ma se le cause di danno al paziente son davvero tante, le più comuni sono certamente una carenza delle strutture e della loro organizzazione, cosa che incide profondamente sia sull’igiene della struttura stessa (abbiamo visto quanto sia facile contrarre un’infezione negli ospedali) sia sulle capacità del personale. Va da sé che se medici e infermieri sono soggetti a pesanti turni di lavoro perché il personale non è sufficiente, l’errore umano o per negligenza si può verificare con maggiore facilità.

A proposito di negligenza, va detto che anche questo è uno tra i fattori più frequenti nell’incidenza dei danni al paziente imputabili a malasanità. In questo caso si parla di errori fatti soprattutto in sede di valutazione e diagnosi, così come vengono fatte diagnosi con eccessiva leggerezza e senza dare le dovute informazioni al paziente. Non sono poi da dimenticare i casi di malasanità dovuti ai continui tagli alle risorse di un sistema che è quasi al collasso.

A oggi i settori in cui si sono verificati più casi dovuti alla malasanità sono ginecologia e ostetricia, laddove nel nostro Paese ancora si muore di parto (morti tra l’altro che potevano essere evitate), neurochirurgia, chirurgia, oncologia e cardiochirurgia.

Se anche tu, o un tuo familiare, siete stati vittime di un caso di malasanità, puoi richiedere un risarcimento danni, ed ottenere una somma di denaro congrua al danno che ti è stato cagionato.

La responsabilità medica: cos’è e come funziona

Il medico non dovrebbe mai sbagliare, ma purtroppo l’errore umano capita. Ma il medico, ovviamente, è responsabile di eventuali danni cagionati, e in virtù di questo il danneggiato ha diritto a un risarcimento. A questo punto però è importante chiarire subito una cosa. Il medico è responsabile a vari livelli: civile, penale e anche disciplinare; tuttavia, il percorso atto a dimostrare tale responsabilità non è facile. A oggi, sebbene molto sia stato fatto in termini di giustizia, non è sempre facile riuscire a ottenere il giusto risarcimento per danni morali o biologici subiti o per un decesso imputabile a malasanità. Purtroppo si tende ancora troppo a ritenere la figura del medico intoccabile a causa della percezione stessa che ne hanno i pazienti; basti pensare al timore di un paziente nel dover chiedere spiegazioni, sia riguardo un suo disturbo, sia riguardo allo stato di salute di un parente eventualmente ricoverato in ospedale.

Invece non si dovrebbero avere remore di questo tipo, i medici sono pagati per svolgere al meglio il loro lavoro, esattamente come lo sei tu, a prescindere da quale sia la tua professione, e se si sbaglia, poiché in gioco ci sono la vita e la salute delle persone, bisogna verificare eventuali responsabilità.

Quali sono le principali responsabilità di un medico per cui vi può essere una responsabilità medica civile, disciplinare e penale?

  • Errata diagnosi o errata terapia che cagionino danni al paziente
  • Trasgressione dei doveri di servizio o d’ufficio per quanto riguarda il rapporto lavorativo in qualità di dipendente di ente ospedaliero pubblico o privato
  • Mancata osservanza degli obblighi medici o trasgressione dei divieti che sono imposti al medico dal regolamento che disciplina l’esercizio di tale professione
  • Inadempimento agli obblighi contrattuali nei confronti del paziente, per prestazione d’opera

Fatte queste specifiche, ora occorre spiegare in cosa consista il contratto tra medico e paziente ed è importante arrivare a comprendere questa distinzione poiché sono differenti i modi di chiedere e ottenere risarcimenti legati a queste due situazioni.

Responsabilità contrattuale

Per prima cosa si deve specificare cosa sia un rapporto contrattuale tra medico e paziente. Il rapporto contrattuale viene posto in essere nel momento in cui il paziente si rivolga per richiedere una prestazione sanitaria a un medico o a un ente e che questi accettino di fornirla. In parole più semplici: se tu hai un problema di salute, poniamo un mal di testa ricorrente, e vai da un medico o all’ospedale per richiedere una prestazione sanitaria (quindi una visita o un esame) e il medico accetta di fornirtela, si pone in essere quello che in termini legali viene definito contratto. Questo cosa comporta? Comporta che, se il medico è inadempiente, gli verrà ascritta una responsabilità contrattuale. In termini pratici questo significa che nel caso di un danno, o peggio ancora di un decesso, vi sarà una presunzione di colpa, vale a dire che sarà il medico a dover dimostrare di non avere responsabilità dell’accaduto.

La responsabilità diretta e indiretta del medico o della struttura ospedaliera

Ci sono due tipi di responsabilità: diretta e indiretta. La responsabilità diretta viene ravvisata nell’obbligo di rispondere in prima persona del fatto illecito, ovvero dell’eventuale danno cagionato al paziente che chiede il risarcimento. La responsabilità indiretta, di contro, si ha quando si debba rispondere del fatto illecito, ovvero del danno cagionato da terze persone, quindi nel caso del medico questi dovrà rispondere del danno cagionato da eventuali allievi o collaboratori, esattamente come risponderebbero i genitori di un danno causato dal proprio figlio minorenne.

La responsabilità diretta e indiretta del medico o della struttura ospedaliera

Ci sono due tipi di responsabilità: diretta e indiretta. La responsabilità diretta viene ravvisata nell’obbligo di rispondere in prima persona del fatto illecito, ovvero dell’eventuale danno cagionato al paziente che chiede il risarcimento. La responsabilità indiretta, di contro, si ha quando si debba rispondere del fatto illecito, ovvero del danno cagionato da terze persone, quindi nel caso del medico questi dovrà rispondere del danno cagionato da eventuali allievi o collaboratori, esattamente come risponderebbero i genitori di un danno causato dal proprio figlio minorenne.

Onere della prova

In caso di rapporto extracontrattuale sarà il paziente danneggiato a dover fornire l’onere della prova. Facciamo un passo indietro e spieghiamo bene di cosa si tratta. Il rapporto extracontrattuale viene messo in essere quando in via occasionale viene fornita una prestazione a carattere d’urgenza o per turno di lavoro. Poniamo il caso di un appendicite e quindi della richiesta di visita in un pronto soccorso. Quella tipologia di visita viene definita prestazione occasionale in via d’urgenza, oppure, nel caso si vada in un ospedale per una visita anche specialistica e questa venga effettuata, sempre in via occasionale quindi, dal medico di turno in quel momento. In entrambi i casi non vi è una specifica richiesta di prestazione medica del paziente.
In questo caso, qualora venga cagionato danno al paziente o il decesso, sarà il paziente stesso (o gli eventuali parenti in caso di morte) ad avere l’onere della prova, ovvero a dover dimostrare che il danno patito sia imputabile al medico o alla struttura ospedaliera, colpevoli di uno dei casi che abbiamo illustrato all’inizio.

Risarcimento danni da malsanità e prescrizione

Ci sono poi dei termini temporali, trascorsi i quali le responsabilità vanno a decadere, e pertanto è bene richiedere eventuali risarcimenti entro tali termini. Nello specifico si ha un termine di prescrizione di 5 anni nel caso di responsabilità medica extracontrattuale, e di 10 anni nel caso di responsabilità medica contrattuale. Trascorsi questi termini non sarà più possibile inoltrare una richiesta di risarcimento danni.

Come si inoltra una richiesta di risarcimento per danni da malasanità o responsabilità medica

Nel caso tu o un tuo parente abbiate subito dei danni da malasanità, la via migliore per ottenere un risarcimento congruo al danno cagionato è quella di rivolgersi a un legale. Purtroppo in questi casi è davvero molto difficile riuscire a cavarsela senza un sostegno professionale in quanto la materia è davvero complessa e occorrono nozioni e conoscenze specifiche. Ci sono infatti diverse pratiche da sbrigare e da studiare in modo da non commettere alcun errore né di valutazione né a livello burocratico, facendo fronte a diverse attività processuali ed extraprocessuali che necessitano, chiaramente, dell’intervento di un legale.

Il nostro studio ti mette a disposizione una consulenza legale professionale con diverse esperienze in questo ambito, esperienze che si sono risolte in maniera positiva e soddisfacente per i nostri clienti. Ci teniamo a evidenziare che per noi tu non sei solamente il numero di una pratica, ma sei una persona, un individuo unico, che merita tutta la nostra empatia ed assistenza. Purtroppo molto spesso i risarcimenti per danni dovuti a casi di malasanità riguardano persone che hanno subito dei danni anche importanti, se non la perdita di un loro congiunto. Per questo i professionisti del nostro studio sono preparati ad affrontare queste tematiche con la massima delicatezza e tatto possibile, proprio per non causare ai danneggiati ulteriori sofferenze.

Ci impegniamo a portare a termine la procedura di risarcimento danni nel più breve tempo possibile, affinché i nostri clienti possano iniziare una fase di recupero fisico e psicologico senza avere ulteriori pensieri. Per noi tu non sei una causa qualunque, sei una persona, una storia, un paziente da tutelare.

Procedura per richiedere il risarcimento

Il primo passo da compiere per avviare una richiesta di risarcimento di danni causati da un episodio di malasanità è quello di ricostruire il più dettagliatamente possibile la vicenda. Ci racconti cosa è accaduto e qual è il tuo giudizio a riguardo, provvederemo a ricostruire i fatti assieme a te.

Un altro passo molto importante è quello di richiedere le cartelle cliniche riguardanti la vicenda di malasanità. Solitamente procurarsi la cartella clinica non è complicato, in caso di ricovero si dovrà fare domanda e pagare una somma che varia a seconda del territorio di competenza della Asl. Raccogli tutta la documentazione possibile che riguarda la vicenda, dai certificati medici a eventuali fogli di dimissioni, fatture, insomma, tutto quanto possa testimoniare l’accadimento. Se dovessi riscontrare difficoltà nel procurarti questi documenti, come per esempio la cartella clinica, ti aiuteremo a intraprendere la procedura corretta di richiesta. Ricorda di fare sempre una copia di tutti i documenti in tuo possesso.

A questo punto i nostri consulenti legali e medici faranno una valutazione preliminare del tuo caso, in modo da avere un’idea di massima, ma chiaramente siamo solo all’inizio del percorso lungo il quale ti accompagneremo con competenza e professionalità.

Se ci saranno gli estremi per procedere con una richiesta di risarcimento danni si procederà con una perizia tecnica di un medico legale di tua fiducia, o se preferisci, di un medico facente parte della nostra associazione. In questa occasione si eseguiranno le perizie mediche atte a dimostrare l’effettivo verificarsi dell’episodio di malasanità ed il conseguente danno, verrà quindi stilata una consulenza tecnica.

La fase successiva è quella della gestione stragiudiziale, fase in cui, in seguito alla nostra consulenza, si riusciranno a individuare eventuali responsabilità e responsabili del danno occorso. A questo seguirà l’invio di una prima diffida con diversi tentativi di mediazione con la struttura sanitaria o la sua assicurazione al fine di concordare un congruo risarcimento per l’avvenuto danno procurato.

Se i tentativi di mediazione non dovessero andare a buon fine o se la somma proposta quale risarcimento non dovesse essere da te ritenuta idonea, quindi non congrua al danno subito, procederemo in seguito alla trattativa stragiudiziale a un’azione giudiziale. Questo significa che verrà aperto un vero contenzioso e si procederà ad un accertamento tecnico, quindi con un’ulteriore perizia medica d’ufficio, al fine di individuare, mediante giudizio civile, il congruo risarcimento.

Vediamo adesso alcuni esempi di danni dovuti a malasanità per la quale si può richiedere un risarcimento.

Omessa diagnosi o diagnosi tardiva

Quando ci si reca da un medico è perché si soffre di un qualche disturbo che crea disagio e problematiche di varia natura con la speranza che il medico ne individui la causa e ci prescriva una terapia idonea al contenimento di eventuali sintomi o che ne faciliti la scomparsa. Purtroppo non sempre però questo accade e delle volte la patologia non viene individuata.

La responsabilità da omessa diagnosi o da diagnosi tardiva si ravvisa quando il medico non individui nel modo corretto la patologia che ha colpito il paziente o non la individui tempestivamente. Questo chiaramente determina l’eventuale prescrizione di una terapia non idonea o insufficiente o anche del tutto sbagliata e di conseguenza un avvio tardivo dell’opportuna terapia.

L’omessa diagnosi diventa fatto particolarmente grave quando si tratti di diagnosticare malattie oncologiche come neoplasie e forme tumorali di varia natura. In questo caso più che mai è importante una diagnosi tempestiva e corretta, in modo da dare l’opportunità al paziente di intraprendere il percorso terapeutico per quella determinata patologia. L’omessa diagnosi, in questo caso, ha valenza di perdita di chance di sopravvivenza, quindi la mancanza di possibilità per il paziente di potersi curare e/o di rallentare l’incedere della malattia.

Quando l’omessa diagnosi o la diagnosi tardiva è causa della morte del paziente, occorre un nesso eziologico tra la diagnosi tardiva e il sopraggiungere della morte al fine di dimostrare la colpevolezza del medico.

Rientrano tra i casi più gravi anche tutte le omesse diagnosi riguardanti patologie gravi la cui mancata cura determini la morte del paziente. Un esempio pratico di questi tipo di accadimento è quando un paziente che lamenta dolore al torace si rechi al pronto soccorso, venga visitato e non trattenuto per ulteriori indagini atte a escludere la presenza di patologie gravi al punto da comprometterne le funzioni vitali. Se quel paziente viene mandato a casa e in seguito dovesse morire, si potrà richiedere il risarcimento tanatologico, ovvero il risarcimento che spetta ai parenti della vittima di malasanità per il danno e la perdita procurata da errore medico di valutazione, quindi di omessa diagnosi. Ovviamente vanno presi in considerazione anche tutti quei casi in cui l’omessa diagnosi cagioni danni irreversibili al paziente.

Va inoltre sottolineato come la perdita di chance, sia di curarsi per restare in vita sia per mantenere una buona qualità della vita, non necessariamente significa che possa garantire la sopravvivenza o la guarigione. Purtroppo è possibile che veramente per quel paziente non vi sia nulla da fare e che la sua vita sia comunque segnata dall’avanzare della malattia, quale che sia, e tuttavia, per causa del medico che è accusato di omessa diagnosi, quel paziente abbia perso la chance, dunque l’opportunità, di vivere quel che gli restava con una qualità di vita migliore, o di vivere casomai più a lungo, grazie alle tempestive e adatte cure mediche del caso.

La perdita di tale chance è dunque stimata dalla giurisprudenza quale danno risarcibile, in quanto non è una mera aspettativa del paziente, bensì è a tutti gli effetti un’entità patrimoniale che, in quanto tale, può essere valutata autonomamente. In buona sostanza si reputa risarcibile la mancata occasione e opportunità di guarigione, a prescindere dal fatto che vi fosse realmente o meno tale possibilità, assieme alla mancata possibilità di vivere una vita migliore per il periodo restante da vivere.

Interventi chirurgici, chirurgia plastica ed estetica

Il danno da intervento chirurgico si configura in tutti quei casi in cui il paziente venga sottoposto a intervento chirurgico che sia medico o estetico. Anche qui occorre fare un esempio pratico. Se poniamo il caso un paziente si reca in ospedale per un intervento di protesi al ginocchio e invece del ginocchio che necessita dell’intervento viene operato l’altro, si ravvisano gli estremi per la richiesta di un danno da intervento chirurgico. Allo stesso modo se deve essere asportato un rene malato e al posto di quello viene asportato quello sano, si ravvisa il danno cagionato da intervento chirurgico. Logicamente questi sono solo alcuni esempi, ma ci sono moltissime altre condizioni che determinano questo tipo di richiesta di risarcimento.

Altresì merita la richiesta di risarcimento danni il danno estetico che sia cagionato da intervento chirurgico, medico o estetico. Purtroppo oggi questi casi sono sempre in aumento a causa di professionisti che tali, in effetti, non sono e per la maggior richiesta di questa tipologia di intervento.

Risarcimento per il danno estetico

Il danno estetico si configura come danno biologico ed a seconda dell’attività professionale svolta, può comportare anche un’incidenza sull’attività lavorativa del paziente danneggiato. Al contrario di quanto si possa pensare, per danno estetico non si intende solamente quello che riguarda il volto, ma comprende tutte le parti del corpo che, chiaramente, a seconda della zona danneggiata, avranno un risarcimento differente. Per quanto concerne il danno estetico al volto, per esempio, quale uno sfregio permanente, viene trattato in sede legale quale aggravante della lesione personale, che pertanto sarà considerata lesione personale gravissima.

Se poi ci si trova nel caso di un modello o modella, attrice, o chiunque lavori sfruttando le sue caratteristiche estetiche, il danno estetico cagionato potrebbe compromettere anche l’attività lavorativa, e pertanto cagionerebbe una realistica diminuzione del reddito. Siamo quindi in presenza anche di un danno patrimoniale, oltre che biologico.

Il danno estetico viene valutato in base a diversi fattori, quali lo stato precedente all’evento di malasanità, l’età e il sesso del danneggiato, la condizione socio-culturale. Anche i tipi di lesione cagionati da danno estetico hanno differenti gradi di gravità, a seconda della superficie interessata dal danno e della possibilità di ridurne gli effetti. Va da sé che le assicurazioni, anche in questo caso, come nel caso di sinistro stradale, tendono a minimizzare il danno subito dal facente richiesta di risarcimento, onde contenere al massimo le spese. In questa circostanza il nostro intervento può significare la differenza. Sapremo, infatti, è in grado di consigliarti la strategia più idonea e l’iter corretto per ottenere un congruo rimborso al danno subito nel più breve tempo possibile.

Risarcimento per il danno cagionato da infezione ospedaliera

Ne avevamo accennato all’inizio di questo articolo, ora possiamo approfondire l’argomento dell’infezione ospedaliera. Come avevamo detto, in ospedale sovente accade che si contraggano delle infezioni più o meno gravi. Ebbene, il ricovero in previsione di un intervento chirurgico è comunque ascrivibile all’ambito del trattamento medico e, pertanto, se in quel lasso di tempo che si è ricoverati in attesa dell’intervento si contrae un’infezione, si può prospettare una responsabilità da parte del medico che ha prescritto il ricovero o della struttura ospedaliera. Se tale infezione cagiona delle complicanze e causa il decesso del paziente, si rientra anche nel caso di risarcimento tanatologico.

Risarcimento per il danno da parto

Oggi come oggi, purtroppo, il danno da parto è uno dei danni per cui viene inoltrata una maggiore richiesta di risarcimento. Non è ammissibile che nella nostra epoca eventuali problematiche legate a complicanze del parto non possano essere previste, mettendo così a repentaglio la vita della madre e la vita o l’integrità del feto. I danni che possono essere riportati durante il parto, sia dalla madre che dal bambino, possono essere temporanei o permanenti. Questa circostanza è molto delicata e comporta anche un coinvolgimento psicologico non indifferente. La perdita di un bambino è un evento luttuoso a tutti gli effetti e merita, nonostante la perdita non potrà mai essere compensata, almeno il giusto risarcimento pecuniario. Allo stesso modo si può parlare della morte durante il parto della madre. Chiaramente anche qui si dovranno fare tutte le valutazioni del caso in base all’esame di vari fattori quali età della madre, settimana di gestazione, presenza di eventuali complicanze o patologie.

Richiesta di risarcimento per compromissione della fertilità nell’uomo e nella donna

Può occorrere che a causa di un errore medico la fertilità di una donna o di un uomo vengano compromessi. Questo può accadere, per esempio, durante il parto per quanto concerne la donna, alcune complicazioni non trattate nel modo corretto, o sottovalutate, o non diagnosticate per tempo, possono comprometterne la capacità riproduttiva. Ugualmente un intervento medico o estetico all’apparato genitale maschile, così come la prescrizione di un farmaco, potrebbero compromettere la capacità di erezione o di produzione di liquido seminale nell’uomo. In tutti questi casi è possibile richiedere e ottenere un risarcimento per il danno cagionato.

Studio Legale Boero, sempre dalla parte del paziente

Non promettiamo mai nulla che non siamo in grado di mantenere. Siamo dalla tua parte e facciamo tutto il possibile dal punto di vista legale per farti ottenere il giusto risarcimento per il danno imputabile ad errore medico. Se pensi di aver subito un danno dovuto a malasanità o errore medico, non esitare a contattarci, assieme ai nostri consulenti legali e medici valuteremo attentamente il tuo caso.

Possiamo consigliarti il percorso più breve e sicuro per l’ottenimento del risarcimento che ti spetta per il danno subito, ma anche offrirti un sostegno concreto affiancandoti, passo dopo passo, verso il riconoscimento del danno ed il conseguente risarcimento. Siamo dalla tua parte e ci mettiamo in gioco anche noi, perché, ricorda, tu per noi non sei solo una pratica! Richiedi una consulenza senza impegno, e se ci saranno gli estremi per la richiesta di un risarcimento noi sapremo consigliarti al meglio. Non dovrai anticipare niente, il nostro compenso potrai saldarlo nel momento in cui riceverai il tuo giusto risarcimento.

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La parola ai clienti

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“Ottimo professionista…”
Stefano Villa 
Como (CO)

Corinne Jacobs
“Era presente ad ogni mia visita…”
Corinne Jacobs
Fino Mornasco (CO)

“Caro avvocato, mi sono rivolta al suo studio perché ho avuto un incidente stradale, e mi hanno consigliato lei come avvocato, parlandomene molto bene. Infatti mi sono trovata benissimo. Tutte le informazioni che mi ha fornito sono state precise, professionali e di grande aiuto. La cosa che ho in assoluto preferito, è che
l’avvocato Boero è sempre stato presente. Mi ha accompagnata durante tutto il mio percorso, non solo con consigli, ma anche fisicamente. Era presente ad ogni mia visita, pronto a sostenermi. Un altro motivo è la grande professionalità con cui svolge il suo lavoro. Spiegando e svolgendo tutto al meglio. L’avvocato Boero è l'unico avvocato che raccomanderei ad altre persone!!”

Nita Chirita
“Disponibilità assoluta…”
Nita Chirita
Levico Terme (TN)

“Mi sono rivolto allo studio dell'avv. Boero per
poter risolvere il problema del mio incidente. Le informazioni e i chiarimenti che mi sono stati forniti, erano davvero molto chiari, riuscivo a comprendere tutti i dettagli. Correttezza in tutti i passaggi del mio problema. Chiarimenti in qualsiasi giorno ed anche a qualsiasi ora. E soprattutto non dimentichiamo la gentilezza dell'avvocato verso il suo cliente. Raccomanderei l'avvocato Boero a tutti coloro che hanno bisogno di un tutela legale, ad un prezzo ragionevole, con molto esperienza nel settore, e pronto a risolvere tutti i casi che gli vengono messi in carico.”

Mariagrazia Mazzotta
“Una persona molto genuina…”
Mariagrazia Mazzotta
Cantù (CO)

“Più di un mio conoscente mi ha consigliato,
nel mio caso, di rivolgermi all’avv. Marco Boero.
Nel corso della causa, l’avvocato è stato
sempre chiaro ed esaustivo. I motivi per cui i
suoi servizi legali risultano migliori rispetto a
quelli della concorrenza sono la chiarezza e
l'affidabilità!
Raccomando questo studio a chiunque possa
averne necessità, perché l’avv. Boero è una
persona molto genuina e questa sua
particolarità rende il suo lavoro ottimale, lavora
con passione ed è proprio questo il motivo per
cui consiglierei ad altri il suo operato.”

Renzo Perinelli
“Professionista competente…”
Renzo Perinelli
Villafranca di Verona (VR)

“Caro avvocato, come Lei ben sa, Avendo subito un incidente stradale fuori Regione, ho pensato di consultare Internet. Lei
aveva il Suo sito ed io l'ho interpellata. Mi ha dato informazioni Preziose, Precise, puntuali. grazie a Dio, ho avuto poco bisogno dei Suoi Colleghi, nel corso della mia attività professionale. L'operato del Suo Studio Legale
è stato soddisfacente, sotto tutti i punti di vista. Non vi è alcun dubbio che io la raccomandi a miei ex colleghi, amici e conoscenti. Perchè? È presto detto, Professionista competente e preparato, persona soprattutto alla mano,
sempre pronto a chiarire con il proprio cliente qualsiasi cosa egli non abbia compreso.”

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