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Come scegliere il miglior avvocato per malasanità?

Gli errori medici e i casi di malasanità sono purtroppo una realtà del nostro Paese. Quando ci si reca in un ospedale, o ci si affida alle cure di uno specialista, lo si fa sempre con la speranza che possa risolvere quelli che sono i nostri problemi di salute, ma purtroppo, in alcuni casi, ormai tristemente frequenti, accade che non solo non si guarisca dall’infermità, ma che addirittura si venga danneggiati per uno errore del medico o per una carenza della struttura presso la quale siamo ricoverati. In questi casi si ha diritto, posto che si riesca a dimostrare il nesso tra causa ed effetto, ad avere un congruo risarcimento.

Quali sono i casi di malasanità nel nostro Paese

errore del medicoPer malasanità si intende un fenomeno, purtroppo in aumento, che contempla sia l’errore medico che il danno cagionato da carenze della struttura ospedaliera. Per quanto riguarda l’errore medico si parla di errata diagnosi, come nel caso in cui venga diagnosticata e curata una patologia dalla quale non si è affetti, o per mancata diagnosi, ovvero nel caso in cui si sia affetti da una patologia e questa non venga diagnosticata. Per quanto invece concerne la carenza delle strutture ospedaliere non occorrono grandi riflessioni, basta guardarsi attorno per capire come la Sanità Pubblica sia sempre più allo sbando, anche a causa dei grossi tagli che sono stati effettuati.

Un esempio pratico è il fatto che si debba attendere mesi, se non anche anni, per poter effettuare un esame specialistico o che si debba essere costretti a sostare anche sui pavimenti del pronto soccorso in attesa di essere visitati. Un caso eclatante è stato quello riportato su alcuni giornali a carattere nazionale e che riguardava una paziente ricoverata in un nosocomio del napoletano con il letto letteralmente invaso dalle formiche. Si tratta di casi limite, certo, ma che sempre più spesso si verificano. Basta aprire le pagine di un giornale per trovare quasi all’ordine del giorno un decesso per un caso di malasanità.

 

Come scegliere il miglior avvocato per malasanità

Generalmente, quando ci occorre il supporto di in legale, ci si affida al consiglio di un conoscente, insomma, a una sorta di referenza. Il familiare che abbia ricevuto una buona prestazione legale da un avvocato sarà sicuramente propenso a consigliarcelo. Nel caso di un avvocato che curi un caso di malasanità però è bene affidarsi a chi ha maturato esperienza nel settore.  In Italia, infatti, non esiste una specializzazione per gli avvocati in un determinato settore della giurisprudenza come accade invece negli Stati Uniti, tuttavia i legali si propongono agli utenti in base all’esperienza.

Se un avvocato ha lavorato a un certo numero di casi inerenti episodi di malasanità è deducibile che abbia una certa esperienza in questo ambito. Ciò significa che ha avuto a che fare con diversi casi, di cui una parte considerevole andati a buon fine, ogni caso è ovviamente a sé e vi sono casi in cui, pur seguendo meticolosamente le procedure, non si ottiene la vittoria. Fortunatamente per i danneggiati questa però non è la norma, ma bensì una casistica circoscritta.

la leggeCome dobbiamo orientarci quindi nella scelta di un legale? Solitamente quando si cerca un avvocato si va a vedere, magari direttamente sul suo portale (oggi diversi avvocati hanno un sito web, grazie anche al fatto che adesso anche l’avvocato, pur seguendo un filone etico, può pubblicizzare la sua attività) dove nella maggior parte dei casi si trovano le “specializzazioni” da intendersi come il settore in cui il legale ha maturato maggiore esperienza e del quale ha scelto di occuparsi in prevalenza.

Una volta approdati sul sito del legale è bene leggere, qualora sia pubblicato, il curriculum vitae del professionista o, meglio ancora, i casi di studio, quindi quei casi in cui il legale ha ottenuto vittorie particolarmente significative e per mole di lavoro e per complessità o per sentenza. Sul sito si possono leggere anche alcune strategie adottate dal legale e informazioni pratiche quali metodo di pagamento, orari di ricevimento e contatti.

Fidarsi del legale è fondamentale

Al di là di quella che è la mera reputazione di un avvocato, si deve invece verificare l’empatia del legale e la fiducia che ci ispira. La fiducia è basilare, se non ti fidi del tuo legale difficilmente arriverai a ottenere un risultato apprezzabile. Quindi la cosa migliore è richiedere un appuntamento e parlarci di persona o comunque prendendo un contatto anche telefonico con il professionista. Un legale serio, dopo aver sentito la storia del potenziale cliente, di massima sa se si tratta di un caso in cui si può arrivare alla vittoria o se invece non vi sia la minima possibilità di riuscita. Per stabilirlo occorre appunto una prima consulenza.

Una volta che si è discusso con l’avvocato si può decidere se affidargli l’incarico o meno.

I costi, anche questo è un parametro da valutare

Purtroppo, quando si va per vie legali, si deve anche pensare ai costi che la causa potrà comportarci. Una volta esposto il problema, un avvocato con una certa esperienza può darci un’idea di quanto potremmo andare a spendere. Purtroppo la parola onorario per molti è un forte deterrente, del resto il momento economico non è favorevole un po’ per tutti. Oggi però si deve considerare che gli onorari degli avvocati non sono più elevati come una volta. Ma non deve essere questa, tuttavia, la discriminante principale. Affidarsi a un legale che si sta appena affacciando nel settore dei risarcimenti per malasanità, solo perché pratica un prezzo per le sue prestazioni molto basso, è un rischio, perché magari non ha ancora maturato la giusta esperienza sul campo.

Oggi ci sono diversi avvocati che accettano solo casi in cui hanno una buona probabilità di ottenere la vittoria e richiedono il pagamento delle loro prestazioni solo se si ottiene la vittoria. In questo modo l’aiuto di un legale è accessibile praticamente a tutti.

Che tipo di strategia dobbiamo preferire?

In realtà questo parametro non dovrebbe condizionare la nostra scelta perché la strategia che verrà adottata sarà studiata dal legale e dal suo team in funzione di quello che è ogni singolo caso, quindi è difficile trovare un avvocato che segua sempre la medesima strategia per perseguire obiettivi diversi. Un bravo legale prima di organizzare la strategia valuta accuratamente tutti i dettagli del caso, e solo dopo averli studiati attentamente è in grado di articolare quella che sarà la richiesta dei danni.

Oggi, fortunatamente, sono molti i casi di malasanità per i quali viene presentata una domanda per il risarcimento dei danni subiti che viene accolta, quindi si vince la causa.

Le prove ed il nesso di causalità

Naturalmente sarà l’avvocato a consigliarci come ci si deve muovere e di quali documenti ha bisogno. Tuttavia, in linea generale, occorre avere la cartella clinica e tutte le eventuali ricevute di prestazioni mediche atte a curare o contenere il danno patito per errore medico o per un caso di malasanità. Bisogna ricordasi che più elementi si forniscono al legale, più questo avrà la possibilità di elaborare la migliore strategia.

Altre cose da tenere presenti per la scelta del miglior avvocato

Posto che non avremo mai la certezza assoluta a priori di aver scelto il miglior avvocato per il nostro caso, se non solo dopo aver raggiunto il risultato, è bene valutare anche il suo modus operandi, al competenza che dimostra nella materia e l’impegno che proferisce nella nostra causa. Se affidiamo la nostra richiesta di risarcimento danni a un legale che però non riusciamo mai a contattare se non dopo faticosi tentativi, se quando ci espone le sue idee sembra titubare o, al contrario, ostenta eccessiva sicurezza, forse dovremmo pensarci meglio prima di affidare a lui il nostro caso.

Al contrario, la sensazione deve essere positiva. Dobbiamo sentirci rassicurati dal nostro avvocato, ma non di certo illusi. Dobbiamo vedere l’interesse che ha nei riguardi del nostro specifico caso e dobbiamo anche valutare la sua capacità di spiegarci con parole semplici quello che, altrimenti, per chi non ha nozioni di giurisprudenza, risulta incomprensibile.  Inutile che ci parli con una valanga di tecnicismi solo per fare colpo, il professionista che dovrà seguirci deve essere semplice nell’esposizione della strategia e nella comunicazione di eventuali progressi del caso.

Infine non è matematico che più cause ha vinto un legale più siamo certi di ottenere anche noi la vittoria. Questo è un dato che si basa sulle probabilità statistiche, ma non da la certezza assoluta perché comunque entrano in gioco diversi fattori che possono andare a interferire col successo o meno della causa.

Delle volte ci si deve anche fidare delle proprie sensazioni, oltre che della parola data da un amico che ci sta consigliando un avvocato. Se con lui il risultato positivo è arrivato, non è detto che possa accadere la stessa cosa anche nel nostro caso. Un avvocato che si mostra con un atteggiamento incerto, perplesso o poco propositivo, potrebbe non essere quello giusto per il nostro problema, meglio un atteggiamento equilibrato e razionale che sia al contempo rassicurante, ma non illusorio.

 

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