omicidio stradale

Omicidio Colposo: cos’è l’art. 589 del codice penale

Chiunque cagiona per colpa la morte di una persona è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni.
Se il fatto è commesso con violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro la pena è della reclusione da due a sette anni.
Nel caso di morte di più persone, ovvero di morte di una o più persone e di lesioni di una o più persone, si applica la pena che dovrebbe infliggersi per la più grave delle violazioni commesse aumentata fino al triplo, ma la pena non può superare gli anni quindici.

 

Molto spesso si sente parlare di omicidio colposo, ma pochi sanno veramente di cosa si tratta. L’omicidio nel nostro Paese (ma non solo) è un reato, chiunque tolga  la vita a un’altra persona, con colpa, intenzione, o meno, commette un reato e in quanto tale viene punito secondo le norme del codice penale. A tale proposito si deve fare una distinzione tra i vari tipi di omicidio a cui conseguono differenti pene.

Quali sono i principali tipi di omicidio previsti dal codice penale

Il nostro codice penale prevede tre principali tipologie di omicidio: doloso, preterintenzionale e colposo.

  • Il primo, l’omicidio doloso, è quell’omicidio che viene commesso  con il chiaro intento di uccidere, quindi di cagionare la morte di una persona. Un esempio può essere un soggetto che ha problemi con la vittima, magari un vicino di casa, e si reca a casa sua armato per ucciderlo, o di un soggetto che pianifica la morte della vittima. Non sempre è facile dimostrare il dolo, per farlo si deve arrivare a far emergere le intenzioni  nette dell’omicida di cagionare la morte.
  • L’omicidio preterintenzionale, invece, è un omicidio che va oltre l’intenzione di cagionare la morte della vittima, che va dunque oltre quella che è l’intenzione. In genere viene causato in seguito a delle percosse o lesioni che inducono la vittima alla morte Questo è un reato meno grave rispetto all’omicidio doloso, ma è comunque punito con delle pene severe.

Cos’è l’omicidio colposo

L’omicidio colposo è un omicidio che viene commesso senza alcuna intenzione di uccidere la vittima. Il colpevole non ha quindi intenzione di uccidere, ma commette degli atti che cagionano, pur involontariamente, la morte. Per capire meglio dobbiamo chiarire un concetto fondamentale che è quello delle regole cautelari. Queste regole, così definite in ambito giuridico, altro non sono che delle norme comportamentali che possono essere tanto scritte nel dettaglio quanto essere generiche. Un esempio può essere quello di un genitore che metta a sedere il bambino in auto senza seggiolino, oppure sul seggiolino ma senza allacciarne le cinture. In questo caso, se accade un incidente e il bambino muore, il guidatore avrà commesso un omicidio colposo.

Altri esempi sono quelli di un medico che esegua un intervento chirurgico senza rispettare le linee guida o senza osservare le norme, anche non scritte, di massima diligenza. Ancora, un sorpasso dove non è consentito, non rispettare un limite di velocità, o anche il non predisporre quelle che sono le misure di sicurezza in un ambiente di lavoro.

Quindi l’omicidio colposo è da considerarsi un tragico evento non causato dal colpevole con dolo, non vi è, in buona sostanza, l’intenzione di uccidere. Tuttavia, a causa di un comportamento scorretto si ha colpa. Questa dunque sussiste nel caso in cui chi commette il reato, ricordiamo, agisce con volontà ma senza la coscienza di quanto tale comportamento possa cagionare, quindi con negligenza, imperizia, imprudenza o per mancata osservazione delle regole comportamentali prescritte in una determinata situazione.

Differenza tra omicidio colposo e doloso

Abbiamo visto quindi cosa si intende per omicidio colposo e omicidio doloso, ma quali sono le principali differenze tra questo tipo di omicidi? In realtà basterebbe solo riflettere sulla definizione per capire in cosa si differenzino l’uno dall’altro. L’omicidio doloso, come abbiamo visto, implica un intento, quindi l’omicida agisce con coscienza e volontà di uccidere.

Nel caso dell’omicidio colposo, invece, se il colpevole si fosse attenuto alle normative scritte o dettate dal buonsenso, la morte della vittima non sarebbe avvenuta. Per poter accertare questo tipo omicidio e comminare la pena relativa, si deve quindi procedere  con un giudizio di probabilità logica. Per comprendere questo pensiero proviamo a pensare al caso di un genitore che non allaccia le cinture del seggiolino in auto al bambino, o che lo tiene in braccio invece che assicurarlo sul seggiolino. La domanda che ci si deve porre è: sarebbe morto il bambino se fosse stato seduto nel suo seggiolino, se fosse stato ben allacciato e assicurato secondo le normative? Bisogna poi pensare se, valutando tutta la dinamica dell’incidente, la morte del bimbo sia stata davvero causata da quella negligenza, quindi se la causa del decesso sia imputabile a un comportamento doloso. A questo punto si formula un giudizio ipotetico, dunque su quello che sarebbe potuto accadere se chi ha commesso la negligenza avesse invece agito con cautela e con tutte le precauzioni del caso. Nell’esempio del bambino, se fosse stato ben allacciato nel suo seggiolino sarebbe accaduto ugualmente il tragico evento? O forse si sarebbe salvato nello scontro? Ovviamente, se la risposta è no, si può parlare di colpa, dunque di omicidio colposo.

L’omicidio colposo nel codice penale

malpractise medicaL’omicidio colposo pregiudica quello che è un bene giuridico tutelato, ovvero il diritto alla vita delle persone. Chi priva qualcuno della vita commette un reato e questo ha conseguenze sul piano penale per il quale si può procedere d’ufficio, ovvero, non è necessario sporgere una querela. Ma cosa prevede allora dal punto di vista delle pene questo atto? Secondo l’art. 589 del c.p.c. è prevista come pena una reclusione che va dai 6 mesi a 5 anni. Se però si parla di omicidio colposo che viene commesso per la mancata osservazione delle norme di prevenzione per la sicurezza nei posti di lavoro, allora la pena di detenzione oscilla tra i 2 e i 7 anni, mentre se muoiono per colpa più persone il codice penale recita quanto segue: “Nel caso di morte di più persone, ovvero di morte di una o più persone e di lesioni di una o più persone, si applica la pena che dovrebbe infliggersi per la più grave delle violazioni commesse aumentata fino al triplo, ma la pena non può superare gli anni quindici”.

L’omicidio stradale

Questo particolare tipo di omicidio va distinto dagli altri, pur trattandosi di un omicidio colposo. Questo è stato introdotto dalla Legge n. 41 del 23 marzo 2016 ed è descritto nell’art. 589 bis del Codice Penale. Secondo quanto descritto quindi, il conducente del veicolo a motore che cagiona, per condotta imprudente, la morte di una o più persone viene punito con la reclusione che varia in base alla gravità della colpa.

  • La reclusione va da 2 a 7 anni se  si violano le norme della circolazione stradale cagionando la morte di un soggetto
  • La reclusione va dagli 8 ai 12 anni se il conducente è in stato di ebrezza alcolica oltre i limiti consentiti (0,8-1,5 gr per litro) o se ha utilizzato sostanze stupefacenti o psicotrope e cagiona la morte di un soggetto.
  • Da 5 a 10 anni se il conducente, per mancanza di prudenza uccide qualcuno e supera  i limiti di velocità imposti, passa col semaforo rosso, effettuano un sorpasso azzardato (per esempio dove c’è la linea bianca continua), va contromano, o fa inversione di marcia in un luogo non consentito.

La pena, però, in certi casi aumenta quando il conducente viene trovato sprovvisto di assicurazione o senza patente di guida, per non averla conseguita o per revoca. In caso di omicidio plurimo la pena aumenta fino al triplo, ma con un massimo di 18 anni di reclusione. Se invece il conducente si da alla fuga invece che prestare o chiamare soccorso, la pena aumenta di 1/3 minimo o di 2/3 massimo, in ogni caso non può essere inferiore a un minimo di 5 anni.

Omicidio colposo, quando cade in prescrizione

La prescrizione di un reato si ravvisa quando  questo si estingue dopo che sia trascorso un certo lasso di tempo. Tuttavia, per prescrizione del reato si intende un rinuncia da parte dello Stato a perseguire e punire il colpevole, ovviamente per risparmiare risorse, ma tale prescrizione non comporta una totale assoluzione del colpevole. In generale la prescrizione di un reato avviene dopo 5 anni dal momento in cui viene commesso l’illecito ma dipende da quale sia stata la pena comminata e il reato che è stato commesso.

Quando si ha diritto a un risarcimento

Chiaramente quando accade un fatto così grave come l’omicidio colposo, bisogna cercare di andare oltre al dolore dei familiari, c’è infatti da prendere in considerazione la possibilità di chiedere un risarcimento. Infatti, il colpevole è chiamato a risarcire i familiari della vittima. Questo è possibile sia che si tratti di omicidio colposo inerente un caso di malasanità, sia per incidente stradale o incidente sul lavoro.

I danni che possono essere risarciti si ascrivono quindi alla sfera del danno patrimoniale e del danno non patrimoniale. Chi può fare richiesta di tali risarcimenti? Il risarcimento danni in ambito civile può essere richiesto da chi ha un vincolo familiare o affettivo con la vittima, tali soggetti possono inoltre esercitare la facoltà di agire iure hereditatis, quindi per ottenere il risarcimento di quelli che erano danni già spettanti – eventualmente – al defunto.

Ovviamente in tutte queste circostanze occorre rifarsi all’ausilio del miglior avvocato che possa guidare nel modo più delicato possibile i parenti della vittima nella richiesta del risarcimento dei danni, cercando di agevolarli almeno per quanto riguarda tale procedimento. In un momento di dolore, queste, possono risultare ulteriori incombenze, ma che vanno comunque espletate. Purtroppo non sempre le dinamiche degli incidenti o dei casi di malasanità, sono chiari e limpidi e consentono di essere ricostruite inequivocabilmente. Bisogna quindi che le persone coinvolte nel fatto si tutelino per ottenere il risarcimento spettante.

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