morte perinatale

Risarcimento danni alle persone: una lista dei danni più comuni che un avvocato affronta

Incidente stradale ed errore medico sono tra le cause principali di un danno alla persona. Il danno, riportato in seguito a un incidente o a un caso di malasanità o errore medico, può pregiudicare gravemente la vita dell’individuo che ne rimane vittima e, pertanto, ha diritto a un risarcimento danni.

Non c’è bisogno di pensare a casi estremi, anche la semplice frattura di una clavicola, magari non curata nel modo corretto, può compromettere la vita e le attività di una persona. Oltre al disagio momentaneo, dovuto alle terapie mediche, se queste non vengono eseguite con rigore, o se la frattura non viene diagnosticata in tempo, i danni possono davvero diventare seri. Basti pensare a un musicista o a uno sportivo che vedrebbe, con tutta probabilità, la sua carriera a rischio, o anche un lavoratore, mettiamo un operaio, che perde il movimento naturale del braccio. Insomma, le casistiche sono diverse, ma il risultato è uno: la qualità della vita della persona danneggiata cambia, alle volte fino al punto di compromettere l’attività lavorativa.

Il risarcimento del danno

Da qualche anno la giurisprudenza ha riconosciuto l’individuo quale titolare di quello che può essere identificato come il bene per eccellenza: la salute, di conseguenza il risarcimento del danno ha subito delle importanti modifiche. Per prima cosa è utile rilevare che si è superato, dopo gli anni ’80, quello che era il riconoscimento del solo danno patrimoniale e quindi il risarcimento inerente solo alla capacità di reddito del danneggiato. A partire da quel superamento, quindi, si arriva al riconoscimento del danno biologico. Questo tipo di danno contempla sia le lesioni che minano l’integrità fisica del soggetto danneggiato, sia quelle che ne compromettono l’integrità psichica e che siano accertabili mediante indagini mediche. Le lesioni in questione possono essere state cagionate tanto da un incidente stradale, quanto da errore medico o da casi di malasanità per cui è previsto un risarcimento danni.

La richiesta di risarcimento, in quali casi

Ovviamente il danneggiato deve fare richiesta di risarcimento danni, qualsiasi sia l’occasione in cui il danno ha avuto luogo, quindi incidente stradale, errore medico, malasanità, ma anche incidente sul lavoro. In tutti questi casi si deve dimostrare il tipo di danno subito e in base a un esame medico finalizzato al suo riconoscimento, si procede con la richiesta dei danni. Purtroppo non si tratta di un percorso molto semplice dato che i cavilli del procedimento sono diversi, ecco perché la scelta migliore, soprattutto per il danneggiato, che così può curarsi e procedere a una riabilitazione senza ulteriore stress, è quello di ricorrere al supporto di un legale che possa quindi muoversi all’interno di questi meandri legali e burocratici. A questo punto però la domanda è “quali sono le lesioni che possono essere risarcite?”. Ve ne sono diverse: passiamo a illustrare quelle che più comunemente un avvocato si trova a dover gestire nel suo studio legale.

Le richieste di risarcimento per i danni più comuni

Quando si parla di danno alla persona non si tratta mai di un argomento semplice, ogni giorno un avvocato che si occupa di risarcimento danni, si ritrova a dover gestire richieste di risarcimento che riguardano diversi casi, tra tutti però ce ne sono alcuni più comuni di altri. Per esempio le fratture sono molto comuni, sia agli arti inferiori che agli arti superiori e che comportano un certo tipo di risarcimento. Vi sono poi delle lesioni, al midollo, al nervo ottico, ma anche al feto. Insomma, le casistiche tristemente comuni sono davvero tante e le suddividiamo qui per comodità in modo da dare una rapida panoramica a chi si sta ora chiedendo se il suo danno può trovare un giusto risarcimento

Lesioni cagionate da errore medico e da malasanità

L’errore medico può essere riconosciuto per omissione o per errata diagnosi, in entrambi i casi, il danno cagionato al paziente verrà risarcito. I casi di malasanità, invece, sono imputabili a carenze della struttura, come per esempio la mancanza delle adeguate norme igieniche e la mancanza della strumentazione necessaria, per esempio, per una diagnosi o un intervento. Tra i casi più frequenti si configurano le errate diagnosi per fratture e lesioni, ma anche per interventi non eseguiti secondo le linee guida. Per esempio, quello che si configura come errore chirurgico, può andare a delinearsi durante varie tipologie di intervento, come nel caso in cui si venga operati per un appendicite ma il problema non era effettivamente quello bensì un’infezione. Molto comuni sono i casi di errore durante interventi ortopedici, non di rado si viene operati a un arto piuttosto che a un altro.

Feto in gravidanza, se non vengono diagnosticate le malformazioni

In realtà le errate diagnosi in gravidanza sono fondamentalmente di due tipi, la prima è l’omissione di diagnosi dello stato interessante, quindi quando durante una visita il medico non riconosce che vi sia una gravidanza in corso e la donna non può liberamente scegliere di abortire. Il secondo caso è la mancata diagnosi di un problema del feto, e anche in questo caso la donna non può scegliere un aborto, nella fattispecie definito terapeutico. Oltre al periodo della gravidanza vi sono tutta una serie di lesioni e di negligenze che riguardano il momento della nascita e che possono arrecare danno, se non la morte, alla mamma e al bambino e che vengono risarciti in base all’entità del danno.

Danni causati da incidente stradale

colpo di frustaI danni che si riportano durante un incidente stradale sono per lo più fratture, soprattutto agli arti, o lesioni, purtroppo sovente al midollo con risultati anche molto gravi e irreversibili. Ovviamente si parla anche di danni meno importanti, ma che comunque trovano un risarcimento congruo, come la perdita o la rottura dei denti e le fratture, anche semplici. Per quantificare il risarcimento, dopo una visita medica obiettiva, ci si rifà ai valori di determinate tabelle.

Vediamo ora un elenco dei danni più comuni che possono essere risarciti quando cagionati da sinistro stradale, malasanità o incidenti sul lavoro, nel quale però rientrano anche le malattie professionali.

Lista dei danni più comuni

Di seguito la lista dei danni più comuni per i quali un avvocato chiede il risarcimento.

Fratture:

  • frattura  del femore
  • frattura delle costole
  • frattura della clavicola
  • frattura del polso
  • frattura del perone
  • frattura della tibia
  • frattura del radio
  • frattura dell’ulna
  • frattura del piede
  • frattura delle vertebre lombari
  • frattura del ginocchio e del menisco
  • frattura vertebrale frattura vertebrale cervicale
  • frattura della mano
  • frattura delle costole
  • frattura del braccio
  • frattura delle dita
  • frattura distale

Tra le lesioni invece si possono annoverare

  • l’ischemia midollare
  • la lesione del plesso brachiale
  • la lesione del nervo ottico

Vi sono poi i casi di

  • asfissia perinatale
  • morte del feto in gravidanza o patologie del feto in gravidanza

Quando il danno viene cagionato dal medico

Purtroppo, come abbiamo accennato, in molti casi si tratta di casi di malasanità dovuti a errore medico. Tra quelli che più comunemente affronta un avvocato vi è la richiesta di risarcimento danni  per un’operazione alla prostata che ha causato impotenza. Si tratta – come è facile immaginare –  di un caso alquanto delicato e che può avere dei risvolti oltre che sul piano fisico, soprattutto su quello psicologico. Basti solo pensare a come si può relazionare, in seguito all’insorgenza del problema, il paziente che si trovi in questa condizione.

Erroneamente molti pensano che i problemi alla prostata insorgano tutti in età avanzata, ma non è così, ci sono diversi casi in cui i pazienti operati avevano meno di 70 anni. In qualche caso, un intervento male eseguito, ha portato al danneggiamento anche della vescica e di conseguenza alla stomizzazione con sacca. In questo caso il danno è ancora più grave in quanto lo stile e la qualità di vita del danneggiato cambiano radicalmente.

Rientrano tra i risarcimenti anche i costi di eventuali terapie di riabilitazione?

Anche le terapie di riabilitazione, quindi quelle che sono le spese sostenute per la guarigione dal trauma e la riabilitazione del soggetto danneggiato, possono trovare accoglimento tra le domande di risarcimento. Molto spesso l’avvocato si ritrova a dover illustrare, punto per punto, quali siano i documenti e le eventuali fatture che il paziente deve conservare con solerzia ai fini della richiesta di risarcimento. A tale proposito va ricordato che anche le visite mediche di pronto soccorso in seguito a un trauma subito, sia per incidente stradale che sul lavoro, devono essere documentate, quindi con un foglio rilasciato dalla struttura ospedaliera che attesti le cure mediche d’emergenza prestate.

Il colpo di frusta

Un discorso a parte si deve fare in merito a quello che comunemente viene chiamato colpo di frusta, lesione che fino a qualche tempo fa trovava un buon riscontro in termini di risarcimento e che oggi, invece, viene a configurarsi tra le microlesioni, lesioni per le quali viene attribuito un punteggio massimo di 1-3 punti. Ma non sta tanto in questo la novità. Infatti, se fino a poco tempo fa era possibile ottenere un risarcimento solo sulla base di una visita medica e della dichiarazione dei sintomi da parte del paziente, quindi vertigini e momentanea perdita dell’equilibrio, movimenti ridotti e dolore, oggi occorre dimostrare il danno con una lastra e mediante accertamento in seguito a visita medica. Sicuramente questa è stata una necessaria misura, adottata in seguito a tutte le truffe che per anni sono state perpetrate ai danni delle assicurazioni. Tuttavia, per chi veramente ha subito un danno, oggi riuscire a dimostrare che veramente merita un risarcimento è diventata una questione spinosa, soprattutto se si decide di affrontare tutto questo percorso da soli. In alcuni casi è davvero impossibile prescindere da una consulenza del miglior avvocato, che del resto oggi è alla portata di chiunque dato che la consulenza, in molti casi,  viene offerta con modalità “pay per result”.

 

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