Risarcimento danni del passeggero trasportato: in che cosa è diverso?

Il passeggero trasportato ha sempre diritto al risarcimento dei danni che ha subito nell’incidente.
Punto e basta.

Il risarcimento del danno del trasportato avviene quindi sempre:

  • sia se la responsabilità dell’avvenuto incidente debba imputarsi a chi lo trasportava,
  • sia se fosse invece da attribuirsi ad un altro veicolo,
  • sia che l’incidente veda protagonisti due veicoli a motore,
  • sia che invece vi sia più di un veicolo coinvolto,
  • sia se siano coinvolti biciclette, pedoni, e chi più ne ha più ne metta,
  • sia se il danneggiato sia trasportato su pullman, autobus, metropolitane …

Faccio queste specifiche perchè il Codice delle Assicurazioni Private, che è la legge che regola il settore, in molti casi pone delle clausole particolari e specifiche, in base alla quantità o alle qualità dei soggetti coinvolti in un incidente.

Invece la norma sul trasportato sembra sufficientemente chiara: a prescindere da tutto, i danni del trasportato saranno pagati dall’assicurazione del vettore (cioè: di colui che lo trasportava). Al trasportato non interessa chi ha ragione nel sinistro, lui sarà sempre pagato, e non dovrà provare nulla, non avrà bisogno di testimoni che confermino la sua versione dei fatti (in avvocatese: “non soggiacerà ad alcun onere di natura probatoria”).

Ho detto “sufficientemente chiara” perchè, come è naturale in un paese cavilloso come il nostro, anche quando le cose sono chiare, c’è sempre qualcuno che prova a complicarle per cercare di avere ragione quando invece ha torto marcio…

Ed ecco che, infatti, anche una norma apparentemente lineare e sintetica, ha condotto in giudizio diversi avvocati, a dover decidere sulle questioni più disparate. Eccone alcune:

  • se il trasportato possa comunque chiedere il risarcimento alla compagnia della controparte;
  • se questa norma sia conforme alle direttive europee, dato che vieta al trasportato di fare causa alla compagnia avversa (e quindi gli ”esclude” una naturale controparte in giudizio);
  • se, quindi, il trasportato possa comunque agire (stravolgendo la norma …) nei confronti degli altri soggetti coinvolti nel sinistro, come, ad esempio, i proprietari degli altri veicoli e le rispettive assicurazioni;
  • se nella nozione di terzo trasportato sia ricompreso anche il proprietario che ha subito danni in qualità di trasportato (qui si va proprio ad arzigogolare, neh?);
  • se la norma sia applicabile al trasporto di cortesia ed al trasporto contrattuale, sia gratuito che oneroso (quindi, ad esempio, il trasportato su un taxi potrebbe non godere di protezione?!);
  • se la norma sia applicabile alle ipotesi di sinistri verificatisi quando il vettore ha fatto tutto da solo (ad esempio, nel caso di uscita di strada del veicolo vettore per errore di guida del suo conducente);
  • se la norma trovi applicazione nelle ipotesi in cui il trasportato viaggi in un’auto posta in circolazione contro la volontà del proprietario;
  • Se il trasportato possa agire, oltre che per il risarcimento dei danni alla persona, anche per il risarcimento dei danni a cose trasportate di sua proprietà.

 

Anche qui: tanta roba, vero?
Pensate a quante questioni si possono sollevare intorno ad una norma che sembra così semplice.

Il trasportato è sempre risarcito dall’assicurazione di chi lo trasporta. Il trasportato ha sempre ragione, non deve provare di avere ragione. Punto.
E su questa cosa, adesso cominciamo a litigare.
Ma come? Su una cosa così semplice, chiara, lapalissiana…?

Si, litighiamo un poco, dai. Sennò perdiamo lo smalto, diventiamo troppo monotoni…

Se è possibile scendere nell’arena per una cosa apparentemente così chiara, il messaggio è che le insidie si nascondono ovunque, anche dove l’acqua è cheta, e anche quando non ti aspetteresti mai che qualcuno possa darti torto.

Per questa ragione sarei molto felice se con queste poche righe riuscissi a far capire a chi legge che le assicurazioni non sono le nostre migliori amiche, che ci assistono e compiangono quando abbiamo un incidente e stiamo male.

Per questo vorrei che la gente apprendesse come guardarsi le spalle, ed affidarsi alla tutela di specialisti che si occupano di mestiere di questo specifico campo.
Fallo ora, subito, informati.
Non attendere di essere intricato tra i rovi di una pratica iniziata male, a quel punto le cose sono già diventate molto più complicate.

Prepariamoci bene e partiamo forte.

Richiedi la PRE-ANALISI gratuita del tuo caso.
È gratis e senza impegno.

Richiedi la PRE-ANALISI gratuita del tuo caso.
È gratis e senza impegno.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.