incidente mortale

Parcella avvocato per sinistro stradale mortale, chi la paga?

Uno stridere di gomme, una frenata, un fragore sinistro. Pochi istanti e una vita finisce, si spezza all’improvviso. Solo un attimo, una frazione di tempo che cambia la vita di qualcuno, per sempre. Chi ha perso un proprio caro in un incidente stradale sa perfettamente cosa si prova, e sa anche che quello è solo l’inizio di un percorso molto doloroso. Infatti, quello che segue è un iter legale per ottenere il risarcimento per il danno subito dai parenti della vittima del sinistro stradale mortale.

Sinistro stradale mortale, mai rinunciare all’avvocato

Il caso di un ragazzino morto in seguito a un sinistro stradale ci offre l’occasione per discutere di un problema molto sentito da chi ha necessità di un consulto o di un appoggio legale per un caso di malasanità o, come in questo caso, per ottenere un risarcimento danni in caso di sinistro stradale.

Il ragazzino, protagonista di questo triste episodio, era uscito per un rapido giro in bicicletta nelle strade del suo paese. Si trovava fermo al semaforo quando all’improvviso, alle sue spalle, un’auto lanciata a tutta velocità, che aveva visto il semaforo rosso all’ultimo momento, non era riuscita a frenare. L’impatto era stato tremendo e il ragazzino era stato sbalzato dalla sella della sua bicicletta parecchi metri più avanti, non c’era stato niente da fare. Tralasciando in questa sede il dolore di una famiglia spezzata, si tratterà invece di chiarire dal punto di vista pratico-legale come si deve procedere in questi difficili frangenti.

incidente stradale legaleLa madre di Carlo, che aveva diritto a un risarcimento, non ha contattato un avvocato e ha accettato la prima offerta fatta dall’assicurazione della controparte. Purtroppo si tratta di un luogo comune molto diffuso quello che le parcelle degli avvocati siano appannaggio solamente di chi è abbiente. Oggi non è più così, anche perché il numero degli avvocati è in costante crescita e quindi ci sono molte più opzioni rispetto a una volta, perché oggi molti avvocati accettano di farsi pagare la parcella con diverse soluzioni. Quindi si può praticamente dire che un avvocato è accessibile per tutti, anche per chi non ha grandi disponibilità economiche e non si dovrebbe rinunciare mai alla possibilità di essere tutelati.

A chi spetta la parcella dell’avvocato

Ora che è stato chiarito che la parcella di un avvocato non è una cosa inarrivabile, ma anzi, può essere pagata in diversi modi, facciamo chiarezza su chi deve pagare il servizio reso dall’avvocato. In un caso come questo, dove c’è una vittima, l’avvocato è indispensabile. Purtroppo possono esserci diversi risvolti che richiedono l’intervento di un professionista preparato che tuteli gli interessi dei parenti della vittima. Le assicurazioni, in genere, quando si tratta di risarcire un danno, da quello più lieve fino al decesso, cercano sempre di puntare al ribasso e fanno offerte poco congrue con l’accaduto, offerte che però, delle volte, per paura o ingenuità, possono essere accettate.

E quindi chi lo paga il legale? Chiaramente le spese per la parcella spettano alla persona che ha dato l’incarico all’avvocato, dato che entrambi sono legati dal contratto d’opera. Naturalmente poi c’è la possibilità di rifarsi della spesa attraverso il risarcimento che si chiede alla controparte.

Meglio chiarire subito con l’avvocato

Quando ci si rivolge a un legale, come per un caso di sinistro stradale o per ottenere un risarcimento per malpractice medica, è sempre opportuno chiarire fin dal principio quale sarà il suo onorario, laddove questo si possa quantificare, e il metodo di pagamento. Infatti la parcella del legale può essere pagata a percentuale o per esempio a tempo. Nel primo caso si stabilisce una quota percentuale e l’avvocato percepirà il suo compenso qualora la causa venga vinta e il cliente ottenga il risarcimento. In genere, per questo tipo di pagamento, l’avvocato propone una consulenza preliminare per capire se vi siano gli estremi o meno per un’azione legale.

In questo tipo di accordo non importa quanto tempo occorre per arrivare a ottenere il risarcimento. Nella tariffa a tempo, invece, il parametro per stabilire il valore economico della parcella, è proprio il tempo. Accade poi, come detto, che le spese legali, sovente, siano pagate dalle compagnie assicurative, ma è sempre e comunque meglio mettere tutto in chiaro con il proprio legale ancora prima di intraprendere una causa. Molto spesso è possibile che l’avvocato sia pagato per una quota dalla assicurazione-controparte, e per una ulteriore quota dall’assistito, in applicazione del patto “pay per result”.

Quale avvocato scegliere

Scegliere un avvocato non è mai una cosa semplice, soprattutto se non si è mai avuto a che fare con vicende legali e non si conosce nessun professionista. In questo caso ci si dovrà basare su quelle che sono le informazioni di amici e parenti, oppure concordando la fiducia a un legale perché ci si è informati sul web e i feedback dei clienti sono buoni. Purtroppo non sempre va bene alla prima, delle volte manca quel rapporto empatico che ci dovrebbe sempre essere tra legale e assistito, soprattutto in casi tanto delicati come questo. L’assistito, in ogni caso, può cambiare avvocato se la sua scelta non si fosse dimostrata idonea alla situazione.

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