INDENNIZZO DIRETTO, COME RICHIEDERLO

INDENNIZZO DIRETTO, COME RICHIEDERLO

Generalmente, con il termine di indennizzo si va a indicare il pagamento di un importo per un pregiudizio subito da un soggetto. In altre parole, chi non ha subito un danno cagionato ingiustamente e con colpa, e che quindi non avrebbe diritto ad un vero e proprio risarcimento, secondo la legge deve comunque ricevere una somma di denaro congrua, per evitare che il soggetto leso resti in una condizione di sfavore.

In realtà però, in accezione estesa, oggi con la parola indennizzo intendiamo il risarcimento spettante a chi abbia subito un danno ingiusto, come per esempio un soggetto che sia rimasto coinvolto in un incidente stradale o lavorativo e che debba quindi essere risarcito di tale danno con una somma opportuna. Diciamo quindi che il termine ha un significato che non sarebbe esattamente il suo, ma che è entrato a far parte di un linguaggio comune. In caso di sinistro l’indennizzo può essere diretto oppure, se non vi sono le condizioni per richiedere quest’ultimo, si dovrà procedere con la richiesta di un risarcimento ordinario: vediamo più nel dettaglio di cosa si tratta e come si richiedono.

Cos’è l’indennizzo diretto

Per capire cosa sia l’indennizzo diretto dobbiamo fare un piccolo salto temporale indietro di qualche anno fa, quando, in caso di incidente, si doveva procedere con la richiesta di risarcimento mediante la propria assicurazione o un legale di fiducia. Questi inoltravano tutta la documentazione all’assicurazione della controparte che, dopo un’accurata valutazione e degli esami medici effettuati da un medico legale, assegnava un punteggio di invalidità permanente, al quale corrispondeva una determinata somma, considerata quindi un risarcimento equo. A questo punto se il richiedente si fosse trovato in accordo con la cifra stabilita, non restava che attendere di incassare l’assegno, ma passavano diversi mesi, talvolta anche più di un anno. Se invece il risarcimento non fosse stato ritenuto congruo, si doveva intraprendere un’azione legale con ulteriori lungaggini, chiaramente il danneggiato doveva anticipare il denaro per riparare il mezzo coinvolto, qualora fosse possibile, o acquistarne uno nuovo, e anticipare tutte le spese per le cure mediche.

Oggi, l’indennizzo diretto è una procedura di liquidazione dei danni inerenti il risarcimento di un danno subito in un sinistro stradale. Queste modalità di risarcimento sono state pubblicate nella Gazzetta Ufficiale del 28 agosto 2006 e sono illustrate nel DPR n°254/06.

Quando è possibile richiedere l’indennizzo diretto

Non sempre questa particolare procedura è applicabile, vi sono dei casi in cui si deve obbligatoriamente ricorrere alla richiesta di un risarcimento ordinario. Tendenzialmente però si può dire che la procedura di richiesta di indennizzo diretto si può richiedere ogni qualvolta avvenga un incidente stradale che coinvolga un massimo di due veicoli e che le persone coinvolte nel sinistro non abbiano riportato macrolesioni (ovvero devono aver riportato microlesioni, quindi con un’invalidità permanente entro i 9 punti percentuali). Al di fuori di questi due casi la procedura non può essere applicata.

In particolare non si può fare richiesta di indennizzo diretto quando nell’incidente siano rimasti coinvolti veicoli che non sono assicurati in Italia, oppure che siano rimasti coinvolti quelli che vengono catalogati come veicoli speciali, veicoli agricoli, o anche tutti quei veicoli che non vengono ascritti alla categoria di veicolo a motore. Non si può inoltre chiedere l’indennizzo diretto nel caso in cui nell’incidente siano rimasti coinvolti pedoni, ciclisti, o siano stati cagionati danni a beni immobili. Quest’ultimo punto va chiarito poiché potrebbe essere difficile capire da subito di cosa si tratti. Facciamo quindi un esempio chiaro. Se l’automobilista coinvolto in un sinistro (anche non causato da lui) va a impattare contro la vetrina di un negozio o contro un’abitazione, cagionando danno, non si potrà chiedere l’indennizzo diretto.

Ma non è tutto. L’indennizzo diretto non può essere chiesto nemmeno nel caso in cui tra due vetture non avvenga una collisione, ovvero un contatto. Se per esempio il mezzo A invade la carreggiata del mezzo B e questo per schivare il mezzo A e non impattare contro di esso va a collidere, invece, contro un muro, un albero, un guard rail o anche un altro mezzo, non si potrà chiedere risarcimento diretto. Qualora poi durante l’impatto tra due mezzi, che rispondono alle caratteristiche che rientrano nel risarcimento diretto, vi fossero dei feriti con gravi lesioni, o macro lesioni, con un’invalidità riconosciuta oltre i 9 punti percentuali, si dovrà necessariamente seguire la procedura di risarcimento ordinario.

Come si chiede il risarcimento diretto

Purtroppo la normativa che ha introdotto l’indennizzo diretto avrebbe dovuto semplificare notevolmente le cose, ma in buona parte dei casi le cose non stanno esattamente in questi termini. Infatti sovente è necessario affidarsi alla tutela di un legale per riuscire a districarsi tra i vari cunicoli burocratici che nascondono non poche insidie. Per esempio, quando si chiede il risarcimento diretto è la tua assicurazione che deve provvedere al rimborso, fin qui è tutto chiaro.

Quindi sarà la tua assicurazione a farti sottoporre a una visita del medico legale e, sebbene sia la tua assicurazione – quindi potenzialmente avrai instaurato un buon rapporto con i consulenti – cercherà comunque di tirare l’acqua al suo mulino, quindi di spendere meno possibile. In buona sostanza tenderà a liquidarti il meno possibile. Soprattutto la prima offerta è calibrata decisamente verso il basso.

Quindi se tu non fossi soddisfatto di quanto hanno stabilito di erogarti come risarcimento, dovrai comunicare il tuo rifiuto e fare causa, ma dopo 90 giorni dalla ricezione dell’esito. Inoltre la tua assicurazione potrebbe decidere che non necessiti di alcun rimborso. Per esempio per il classico colpo di frusta, che prima dell’entrata in vigore della nuova normativa veniva sempre e comunque risarcito, oggi occorre un esame medico-strumentale che ne dimostri l’effettiva sintomatologia. Per tutti questi motivi noi di RisarcimentiFacili abbiamo scelto di stare dalla tua parte e di darti una mano nella richiesta di indennizzo.

La richiesta di risarcimento diretto va inviata comunque con mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno. Tra i documenti bisogna allegare tutti i certificati medici che attestano l’avvenuta guarigione, una valutazione complessiva dei danni, modulo di constatazione amichevole o una descrizione dettagliata della dinamica dell’incidente, preferibilmente corredata da testimonianze o comunque fornendo il nome di eventuali testimoni qualora non si sia raggiunto un accordo con il conducente dell’altro mezzo coinvolto.

Come si viene risarciti

Se si invia la richiesta di risarcimento alla propria compagnia assicurativa, questa apre il sinistro. L’offerta di risarcimento dovrebbe pervenire entro 60 giorni per quanto concerne i danni materiali, quindi al mezzo coinvolto, mentre possono passare fino a 90 giorni per le lesioni. Dopo una perizia di parte e una visita del medico legale di parte, la compagnia assicurativa valuta se liquidare o meno un risarcimento. Per calcolare il valore di un risarcimento di danni biologici ci si rifà a una tabella che valuta le lesioni subite con dei punteggi prestabiliti. Trovi tutte le spiegazioni per effettuare il calcolo nell’apposita sezione dedicata al danno biologico.

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