RISARCIMENTO DIRETTO

RISARCIMENTO DIRETTO

Consulenza legale per risarcimento danni incidente stradale

Ormai da qualche tempo il risarcimento dei danni fisici subiti durante un incidente stradale non prevede più la liquidazione di somme, talvolta anche decisamente cospicue, come avveniva qualche anno fa. Purtroppo sono state diverse le truffe perpetrate ai danni delle assicurazioni. Molti sinistri, sebbene contassero anche danni di lieve entità, venivano liquidati con grosse cifre.

Bastava semplicemente accusare un colpo di frusta per vedersi liquidare anche attorno ai 3 mila euro. Oggi, a causa di chi ha portato avanti questa filosofia imperniata sull’inganno e il raggiro, le cose sono decisamente cambiate. Alcune lesioni di piccola entità non vengono nemmeno contemplate e il punteggio attribuito ai diversi danni riportati dalla persona è decisamente inferiore rispetto a quello che veniva attribuito tempo addietro.

Tuttavia, è sempre consigliabile fare richiesta. Vedremo poi, durante l’incontro di consulenza, se sarà possibile ottenere una qualche liquidazione, o se invece ci sarà la possibilità di recuperare solo quanto spetti per il mezzo incidentato.

Ma l’entità della liquidazione non è l’unica cosa a esser cambiata negli ultimi anni.

Com’è cambiata la richiesta di risarcimento danni

Se stai pensando che ricevere la liquidazione di una domanda di risarcimento in seguito a un incidente stradale comporti l’attesa di tempi lunghissimi, fortunatamente oggi dovrai ricrederti. A meno che non subentrino gravi motivazioni, la prassi attuale è quella di liquidare i danni del facente richiesta nel più breve tempo possibile.

Certo, una volta non era così, poiché la procedura era alquanto farraginosa, praticamente un’odissea, e ci si perdeva nei meandri della sempre troppo complicata burocrazia del nostro Paese. Ma non solo la procedura era lunga e laboriosa, infatti, si doveva fare denuncia del sinistro alla propria assicurazione che poi inoltrava tutta la documentazione all’assicurazione della controparte, che avrebbe fatto i relativi controlli e perizie, con l’ausilio dei propri medici legali di parte.

A questo punto, in caso di mancato accordo, ci si doveva rivolgere a un legale che esaminava tutta la documentazione, inviava lettere di richiesta di risarcimento all’assicurazione della controparte, e si attendeva la risposta, eventuale, del legale dell’assicurazione. Qualora tutto fosse andato nella giusta direzione, il risarcimento poteva arrivare anche dopo più di un anno dal momento della richiesta, e intanto si dovevano anticipare le spese per le cure mediche e per i legali.

Da una parte oggi possiamo dire che grazie alle riforme le cose possono andare in modo decisamente diverso. Grazie all’introduzione dell’indennizzo diretto, introdotto dal Codice delle Assicurazioni Private e che fa riferimento al D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209, in determinate condizioni si può, appunto, ricevere un indennizzo diretto liquidato dalla propria assicurazione. Come ti renderai conto da solo, questo facilita e snellisce tutta la procedura.

Non sempre però questa condizione è applicabile e non sempre farne richiesta è così semplice. I nostri servizi ti aiutano a ottenere rapidamente il risarcimento che ti spetta e tu sei libero di pensare solo al tuo recupero fisico e psicologico senza altre incombenze e preoccupazioni.

Quando si può procedere con l’indennizzo diretto

Come dicevamo, l’indennizzo diretto è una procedura di richiesta di indennizzo introdotta in tempi relativamente recenti e che prevede un risarcimento diretto da parte della propria compagnia di assicurazione che poi si rifarà su quella della controparte. In buona sostanza, in determinate situazioni si può inoltrare la richiesta di risarcimento alla propria assicurazione. Questa prenderà in carico la domanda e darà l’avvio alle verifiche da parte del medico preposto, saltando quindi tutti i passaggi che abbiamo appena visto e che coinvolgevano l’assicurazione della contro parte.

Una volta rilevati gli effettivi danni e stabilita la congrua liquidazione, sarà la tua stessa compagnia assicurativa a liquidarti. In un secondo tempo questa chiederà a sua volta un risarcimento per l’intera copertura di quanto a te liquidato alla compagnia assicurativa della persona coinvolta nell’incidente e alla quale è stata attribuita la responsabilità del sinistro.

Ci sono delle particolari condizioni in cui però questa procedura non può essere  applicata:

Se i danni subiti a causa dell’incidente fossero ascrivibili alla categoria delle gravi lesioni, quelle che comportano un’invalidità permanente in percentuale superiore al 9%, quindi stiamo parlando di macrolesioni, non si può fare richiesta di liquidazione diretta.

Altresì non si può fare questa richiesta nel caso in cui non vi sia stato impatto tra i due veicoli. Se per esempio hai evitato l’impatto con un veicolo che ti stava venendo addosso e sei andato, proprio per evitarlo, a sbattere contro il guard rail, ma non sei entrato in contatto diretto con il mezzo che ha causato (in questo caso indirettamente) l’incidente, non potrai chiedere alcun risarcimento per indennizzo diretto, non solo, sarà alquanto difficile dimostrare la colpevolezza del mezzo che ha causato il tuo sinistro.

Inoltre, non è previsto poter attuare questa prassi nemmeno se sono stati coinvolti più di due veicoli, come per esempio nel caso di un tamponamento a catena, se uno dei veicoli coinvolti è un veicolo speciale o una macchina agricola, oppure nel caso in cui il veicolo non sia immatricolato in Italia o uno dei due non sia regolarmente assicurato (fenomeno purtroppo in aumento quello delle assicurazioni false o inesistenti).

Nessuna possibilità nemmeno se nell’incidente è coinvolto un ciclista, un pedone o un bene immobile o se il veicolo non appartiene alla categoria dei veicoli a motore.

In tutti questi casi si dovrà procedere diversamente poiché non si potrà fare richiesta di indennizzo diretto. Questo potrà essere richiesto se non si rientra in una delle casistiche descritte sopra e se uno o entrambi i veicoli coinvolti nel sinistro sono stati immatricolati dopo l’entrata in vigore della nuova normativa del 14/07/2006.

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