INFORTUNI SUL LAVORO

INFORTUNI SUL LAVORO

Gli infortuni sul lavoro, soprattutto negli ultimi anni, sono diventati un argomento molto dibattuto. Purtroppo i casi sono sempre troppo frequenti nonostante si sia fatto molto per quanto riguarda la prevenzione, e ci si ritrova quindi nella condizione di richiedere un risarcimento infortuni sul lavoro.

Molto spesso l’infortunio è semplicemente un fatto dovuto al caso, a una fatalità tragica contro la quale nulla si sarebbe potuto fare. In altri casi, invece, l’infortunio è dovuto a un mancato rispetto delle norme di sicurezza legalmente previste. Facciamo un esempio per spiegare meglio. Se sei un impiegato e lavori in un ufficio, e si rompe la sedia su cui stai seduto, si tratta di tragica fatalità. Nessuno poteva prevedere che la sedia si sarebbe rotta proprio nel momento in cui ti ci saresti seduto sopra, a meno che non fosse una sedia oltremodo vecchia o già lesionata.

Se invece sei un operaio e in reparto devi utilizzare delle protezioni, poniamo una maschera per saldatrice, e mentre lavori una scheggia ti urta il viso e tu non indossavi la maschera perché il datore di lavoro non te l’aveva fornita, allora possiamo parlare di mancato rispetto delle norme infortunistiche. Attenzione però, perché se avevi la maschera e non l’hai indossata per una tua specifica volontà, le cose cambiano, potresti non ricevere alcun risarcimento per i danni subiti.

Avere il risarcimento non è più una cosa “automatica”

Ci sono poi varie tipologie di risarcimento a cui potresti avere diritto, ma per una questione di chiarezza devi sapere che sia che l’indennizzo INAIL che altre forme di risarcimento, non sono poi così scontate, ovvero, non è facilissimo ottenerle semplicemente compilando un modulo di richiesta. Purtroppo anche in questo campo, così come è accaduto nel mondo delle assicurazioni Rca, ci son stati troppi abusi, abusi che hanno comportato una spesa per l’INAIL davvero onerosa. Il problema sono state le truffe, quindi, perpetrate negli anni ai danni dell’ente. Sono stati molti i lavoratori poco onesti che, per questioni sanitarie banali, grazie anche all’ausilio di medici compiacenti, hanno intascato per moltissimi anni indennizzi che non gli spettavano.

A causa di questi truffatori, oggi ottenere il giusto risarcimento per un reale danno riportato nell’ambito dell’ambiente lavorativo non è più così facile e, soprattutto, non con le medesime cifre di tempo addietro, che sono state via via ritoccate verso il basso.

Questo comunque non significa che un lavoratore, che sia stato reale vittima di infortunio sul lavoro, non abbia diritto ad avere il giusto risarcimento. Tuttavia, per ottenere un risarcimento che corrisponda effettivamente al danno subito e non venga sottostimato – e per ottenerlo in tempi tutto sommato ragionevoli – occorre affidarsi all’esperienza di un legale che può muoversi agevolmente tra i vari cavilli burocratici e far rispettare quelli che sono i diritti del proprio assistito.

Questo è esattamente ciò che facciamo noi di RisarcimentiFacili. Mettiamo a tua completa disposizione i nostri professionisti che ti accompagneranno lungo tutto il percorso della tua richiesta di risarcimento per infortuni sul lavoro. Non si tratta di un percorso facile, come detto, ma se ci si muove nel modo corretto si arriva a ottenere un risarcimento adeguato, sebbene siamo abbastanza distanti dalle cifre di qualche tempo fa. Puoi contattarci tranquillamente per una consulenza, così potremo valutare l’entità del tuo danno e stimare l’eventuale risarcimento.

Facciamo un po’ di chiarezza

Prima di fare una panoramica sui diversi indennizzi ed i casi in cui si possa averne diritto, va fatta una breve distinzione. In caso di incidente dovuto a una fatalità, il lavoratore potrà avere diritto al solo indennizzo INAIL, quindi un risarcimento in base ai punti di invalidità fino al 16%, oppure una rendita vitalizia nel caso si superasse per postumi permanenti tale soglia del 16% di invalidità. Altro caso è invece quello in cui il datore di lavoro avesse violato la normativa in merito alla prevenzione e sicurezza sul lavoro, implicando dunque una sua responsabilità. In tal caso il lavoratore avrà diritto anche a un risarcimento ulteriore, il danno differenziale, che vedremo meglio nel dettaglio nella sezione a esso dedicata.

Cos’è un infortunio sul lavoro

La definizione di infortunio sul lavoro si basa sul decreto del Presidente della Repubblica n° 1124 del 30 giugno 1965: “Tutti i casi di infortunio avvenuti per causa violenta in occasione di lavoro, da cui sia derivata la morte o un’inabilità permanente al lavoro, assoluta o parziale, ovvero un’inabilità temporanea assoluta che importi astensione dal lavoro per più di tre giorni”.

Per comprendere questa definizione bisogna spiegare che con causa violenta si definiscono tutti quei fattori imprevisti e improvvisi che cagionino una lesione al lavoratore, come per esempio un oggetto che cadendo dall’alto colpisca il lavoratore, e che configuri quindi un’aggressione esterna a quella che è l’integrità fisica e psicologica del soggetto in questione.

L’occasione di lavoro, invece, sta a indicare che tra causa violenta e lavoro del soggetto danneggiato vi è un nesso. In altre parole, ci si trova nella condizione di richiedere un risarcimento danni per infortunio sul lavoro quando le lesioni sono state procurate da un fattore esterno con causa violenta (ad esempio: un asse in un cantiere edile che cade sul piede del lavoratore) e che avvenga sul posto di lavoro (nel cantiere), anche fuori dall’orario di lavoro stesso, purché la causa dell’infortunio sia comunque connessa con l’attività lavorativa. Non è quindi necessario che l’infortunio avvenga prettamente durante lo svolgimento dell’attività lavorativa. Non sono poi necessari altri requisiti ai fini del risarcimento per infortunio sul lavoro, quali esemplificativamente l’accidentalità e l’imprevedibilità del fatto inerente l’infortunio, e nemmeno la straordinarietà.

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